sabato 21 marzo 2015

COMPLEANNO LAVROV

Omaggio a Sergey Lavrov per il suo 65° compleanno (2/6)

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"Oggi un vero diplomatico è una persona erudita che ha una profonda conoscenza della storia, prima di tutto di quella del suo paese, che conosce tutti i rischi e gli eventi che si sono verificati al di fuori del suo Stato nel corso degli ultimi anni, secoli e millenni. 

Oggigiorno, in qualsiasi regione del mondo, la storia ritorna, sia sotto forma di rinascita dei sentimenti religiosi sia nel rinnovo dei progetti dei potenti imperi di una volta – poi crollati - ma che ora possono rivivere in altre forme e unificazioni.

Quindi, ripeto, un diplomatico dovrebbe conoscere la storia ed essere una persona erudita. Dovrebbe avere una perfetta padronanza di diverse lingue straniere e, naturalmente, della sua lingua nativa, il russo, perché tutto quello che facciamo è alla fine incarnato nei documenti.

Le abilità psicologiche sono indubbiamente importanti perché in questa professione, come in un certo numero di altre, è molto importante saper "sentire" l'interlocutore, capire in che misura sia pronto a parlare con voi in modo aperto e confidenziale.

Tuttavia, tutti questi sono soltanto metodi e "accessori". Prima di tutto, un diplomatico deve amare la sua Patria ed essere pronto a metterci il cuore per servirla. Queste non sono parole pretenziose. Senza queste qualità non si fa’ niente nel lavoro diplomatico".

Sergey Lavrov, Ministro degli Esteri russo, 10 Febbraio 2013

http://www.mid.ru/bdomp/brp_4.nsf/e78a48070f128a7b43256999005bcbb3/670212761e9e1b4b44257b14003fd429!OpenDocument



venerdì 20 marzo 2015

NEMICI DELL'EUROPA (1)

L’obiettivo USA: distruggere i rapporti tra l’Europa e la Russia, costi quel che costi

Washington farà tutto il possibile per tenere divise Bruxelles e Mosca, una loro alleanza sarebbe una minaccia troppo grave al proprio status di unica superpotenza e al proprio "diritto storico" di governare il mondo.

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20 marzo 2015/Sputnik/. Le barriere tra i continenti, le cortine di ferro che separano i popoli e l'instabilità nel mondo, beneficiano solo gli Stati Uniti, che cercano di mantenere il proprio dominio globale, afferma il mensile americano CounterPunch.

"Se il Dipartimento di Stato non avesse avviato il colpo di stato per rovesciare il legittimo presidente ucraino Viktor Yanukovich, gli Stati Uniti non sarebbero stati in grado di inserirsi tra la Russia e l'Unione europea per distruggere quelle relazioni che si andavano rafforzando tra i popoli dell’Europa e dell’Asia", ha affermato la rivista.

L'integrazione economica eurasiatica, che prevede in particolare la costruzione di linee ad alta velocità tra la Cina e l'Europa, costituisce un evidente pericolo per gli USA, la cui quota del PIL mondiale continua a ridursi. Ma Washington si rifiuta di rassegnarsi a vedere declinare la propria influenza e la propria supremazia sulla scena internazionale. Ignorare l'emergere di un nuovo rivale - l'alleanza tra l'UE e la Russia - equivarrebbe ad "accettare un futuro in cui gli Stati Uniti si troverebbero ad affrontare un graduale ma inevitabile indebolimento del loro potere e della loro influenza negli affari internazionale", ha detto CounterPunch.

È quindi vitale per l'America dividere l'Europa e l'Asia. A tal fine, gli USA hanno creato una zona cuscinetto dal Mar Baltico al Mar Nero, un’area che gli servirà in seguito per lanciare un’aggressione. Per questo scopo gli Stati Uniti stanno concentrando le loro forze in Europa, anche se i media americani preferiscono non parlarne.

Molti analisti, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, concordano sul fatto che un rafforzamento della cooperazione tra la Russia e la Germania sarebbe contraria agli interessi degli Stati Uniti, perché "una volta unite, sarebbero l'unica forza in grado di minacciare gli USA", ha scritto la rivista.

L'America è convinta di avere il "diritto storico" di governare il mondo. Ne consegue che la situazione in Ucraina non ha nulla a che vedere con la democrazia, l'indipendenza o l'aggressione russa. Si tratta semplicemente di un tentativo da parte degli Stati Uniti di ritardare il proprio declino economico.

È per questo che Washington farà tutto il possibile per aizzare Bruxelles contro Mosca e per indebolire economicamente la Russia.

"Divide et impera, questa è la chiave del successo Che si taglino la gola l'un con l'altro. Sunniti contro gli sciiti, un gruppo etnico ucraino contro un altro, i russi contro gli europei. Questa è il piano di Washington, e questo piano non viene mai meno", dice il mensile.

Gli USA vogliono uscire vittoriosi da questo conflitto per mantenere il proprio status di unica superpotenza mondiale.

"Solo la Russia può fermare gli Stati Uniti, e noi speriamo che ce la possa fare", conclude CounterPunch.

http://fr.sputniknews.com/international/20150320/1015263524.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



domenica 15 marzo 2015

LA STRADA CHE PORTA DI NUOVO A CASA

Alcune delle frasi più significative pronunciate da Vladimir Putin nel documentario "Crimea. La strada che porta di nuovo a casa”, andato in onda quest’oggi sul canale TV ‘Rossiya 1’: 
- Il trucco della situazione è che dall’esterno l’opposizione ucraina era sostenuta per la maggior parte dagli europei. Ma noi sapevamo con certezza che i veri burattinai erano i nostri amici americani. Loro hanno aiutato ad addestrarsi i nazionalisti - i loro gruppi armati - nell’Ucraina occidentale, in Polonia e in parte anche in Lituania. Loro hanno agevolato il colpo di stato armato. 
- Non siamo stati noi ad aver organizzato un colpo di Stato, ma è stato compiuto da dei nazionalisti e da delle persone con delle visioni estremiste. 
- Voi li avete supportatati, ma dov’è che siete? Migliaia di kilometri lontano? Ma noi siamo qui, questa è la nostra terra! Per cosa state andando a combattere? Lo sapete? Noi lo sappiamo. E siamo pronti. 
- Bisogna imporre le sanzioni conto coloro che hanno organizzato il colpo di Stato e contro coloro che li hanno aiutati. 
- L'obiettivo finale non è stato quello di prendersi la Crimea o di annettersela. L'obiettivo finale è stato quello di permettere alle persone di esprimere la propria opinione su come volevano continuare a vivere. 
- Ho deciso da me stesso: quello che la gente vuole, accadrà. Se vogliono una maggiore autonomia con alcuni diritti supplementari all'interno dell'Ucraina, così sia. Se decidono altrimenti, non possiamo fallire. Sapete i risultati del referendum. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare.
- Noi abbiamo agito per gli interessi dei russi e di tutto il paese. Scambiare questo per del denaro, scambiare i popoli con delle merci, scambiare i popoli per eventuali contratti o trasferimenti bancari, è assolutamente inammissibile. 
- Naturalmente, non fu subito chiaro quale sarebbe stata la reazione alla riunificazione della Crimea con la Russia. Ecco perché, proprio nella prima fase del lavoro, ho dovuto istruire le nostre forze armate corrispondentemente alla situazione. Non solo per orientarle, ma impartendole istruzioni dirette.
- Eravamo pronti a mettere in allerta le [nostre forze nucleari]. Non volevamo farci strada a forza, ma siamo stati costretti a farlo.
- Ero pronto per lo sviluppo più sfavorevole della situazione.
- L'Occidente non ha risparmiato nessuno sforzo per impedire la riunificazione della Crimea con la Russia. Con qualsiasi mezzo, in qualsiasi modo e con qualsiasi piano.
- L'Occidente stava cercando di spingere ancora una volta la Russia lontano da suoi interessi. Ma questo è difficile e, per dirla francamente, impossibile da fare.

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

sabato 14 marzo 2015

ISIS UCRAINA

Quando lo Stato Islamico sposa la causa dei banderisti ucraini

Il potere di Kiev, con i suoi sponsor atlantisti, sono complici della progressione della jihad in Europa.

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12 marzo 2015/Sputnik/. Si crede di scacciare il diavolo fuori dalla porta ma eccolo che torna, furtivo, dalla finestra. È il caso dei combattenti dello ‘Stato Islamico’ di cui abbiamo avuto da poco alcune notizie in Ucraina e il cui coinvolgimento nei ranghi degli ultra-nazionalisti ucraini trova oggi conferma attraverso la testimonianza del giornalista Marcin Mamon, pubblicata sull’ 'Intercept' (https://firstlook.org/theintercept/staff/marcin-mamon/) e dalle fughe di notizie provenienti dal battaglione Dudayev.

Lo Stato Islamico si vuole senza confini. Il combattente islamista proveniente dalla Francia che aveva condannato a morte un giovane arabo israeliano accusato di spionaggio a favore del Mossad, parlava infatti di "conquiste islamiche" a venire, partendo simbolicamente da Gerusalemme. Da questo punto di vista, non c'è da meravigliarsi che dei ceceni, molto presenti fin dall’inizio nella nebulosa jihadista anti-Assad, si trovino anche in un battaglione punitivo ucraino che porta il nome di Djokhar Dudayev, un ex ufficiale dell'Armata Rossa che, sfruttando il vuoto abissale creatosi dopo il crollo dell'Unione Sovietica, aveva cercato di creare un "Emirato del Caucaso" abbastanza simile, in linea di principio, al vecchio Stato Islamico dei primi tempi della sua infanzia, allora limitato all’Iraq e al Levante. Ciò che sembra più preoccupante è la partecipazione di elementi di sensibilità neobanderista alla prima campagna cecena. In nome di cosa, degli ucraini di razza, possono essere solidali con i separatisti caucasici sostenitori della Sharia? Tuttavia, il percorso del defunto Alexander Muzychko - che si arruolò nelle fila di Samil Basaev, autore della strage di Beslan, braccio destro di Dudayev nonostante qualche attrito tra il ‘91 e il ’94 - spiega bene questa battaglia feroce e contro natura che non ha altra ragione se non quell'odio rabbioso contro i russi che Muzychko condivideva con i ceceni islamisti.

Siccome i mujahideen dicono di avere il senso dell'onore, pretendono di ripagare il loro debito in un’Ucraina che si dice aggredita dalla Russia. La loro iniziativa è facilitata dalle fortune degli oligarchi ucraini, tra i quali Igor Kolomoïsky - governatore di Dnepropetrovsk - è di gran lunga il più conosciuto. Il giornalista Marcin Mamon, che aveva visitato personalmente il campo di Isa Munayev - comandante del battaglione Dudayev, ucciso in Ucraina agli inizi del 2015 - ha detto di essere stato accolto da una macchina blindata che, a quanto gli hanno detto, era stata generosamente concessa da Kolomoïski in persona. Inoltre, il giornalista avrebbe visto le "bandiere verdi della jihad sventolare su alcune basi dei battaglioni privati" (sic!), il che suggerisce che l’infiltrazione degli elementi jihadisti nei battaglioni estremisti ucraini sia più massiccia di quanto si pensi, e non sia limitata solo al battaglione ceceno in questione.

Accertati questi fatti, bisogna domandarsi con forza se i finanziamenti di questi radicali non provengano dagli stessi fondi dei tagliatori di teste all’opera in Siria e Iraq. Se questo è il caso, due conclusioni s'impongono. In primo luogo, sia il potere di Kiev che i suoi sponsor atlantisti sono complici della progressione della jihad in Europa: «Di tanto in tanto, Munayev incontra i rappresentanti della SBU (il Servizio di sicurezza dell'Ucraina)", testimonia Marcin Mamon. Se questa frase è da mettere all’imperfetto perché la persona citata è da poco morta, non perde comunque del suo valore di principio, essendo gli stessi elementi più attivi che mai. In secondo luogo, se si scopre che le monarchie del Golfo - ultimamente in rotta con lo Stato Islamico, ma chiaramente in buoni rapporti con Al-Nusra e consorti – hanno messo il becco nell’infiltrazione dei mujaheddin ceceni in Ucraina, si potrebbe logicamente supporre che sia l'Europa, in ultima analisi, il vero scopo.

In effetti, l'Ucraina è un paese europeo alle porte dell'Unione. Coloro che combattono per Kiev si vedono offrire dei passaporti ucraini, quindi delle nuove identità. Sapendo che i flussi migratori verso la Polonia sono assai considerevoli - la disoccupazione in Ucraina sta battendo tutti i record - l'ipotesi secondo la quale lo Stato Islamico considera di spingere l'infiltrazione dei sui "leoni della jihad" fin dentro le mura dell'Unione, sembra più che pertinente. Se questo non è il caso, perché questi fanatici di Dio che avrebbero molto da fare in Medio Oriente, soprattutto con i bombardamenti della coalizione, vanno a rischiare la loro vita in un paese slavo che non gli ispira assolutamente nulla? Il codice d'onore invocato non sembra essere in realtà che una cortina fumogena.

Siamo in presenza di uno scenario che si riassume nella spiacevole situazione di coloro che subiscono l’effetto boomerang delle loro azioni, come il caso libico illustra con eloquenza implacabile. Ma questa volta, più che di un arsenale saccheggiato dai jihadisti, si tratterà di un mini-esercito che troverà i suoi seguaci e sponsor all'interno dell'Europa stessa. Come vedete, bisogna sempre riflettere attentamente prima di fare un patto con il diavolo.

Françoise Compoint

http://fr.sputniknews.com/points_de_vue/20150312/1015145491.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



martedì 10 marzo 2015

LE VERE SFIDE DEL MONDO

Le ambizioni imperiali degli Stati Uniti e della Gran Bretagna sono le vere sfide a cui il mondo deve fare fronte

9 marzo 2015/Sputnik/. Viviamo in un mondo in cui solo gli interessi e i diritti degli occidentali sono considerati legittimi, chiunque non si attenga alle regole stabilite dall'Occidente è considerato un malvagio dittatore, dichiara il mensile americano ‘CounterPunch’.

L'Occidente raffigura la Russia come colpevole di aver fomentato il conflitto in Ucraina, ma la verità è che tutto quello che ha fatto la Russia è stato semplicemente di aver osato resistere all'impero americano, schierandosi contro la sua ipocrisia, i suoi ‘doppi standard’ e la sua completa mancanza di rispetto nei confronti degli altri paesi e culture, riporta il mensile statunitense ‘CounterPunch’.

Il colpo di stato dell'anno scorso in Ucraina è stato apertamente sostenuto dall'Occidente. Il senatore statunitense John McCain e il rappresentante dell'UE, Catherine Ashton, si sono recati in Ucraina personalmente a mostrare il loro sostegno e ad incitare i manifestanti a Kiev.

Ora, come esercizio mentale, proviamo ad immaginare: cosa avrebbero fatto gli Stati Uniti se dei funzionari russi si fossero recati in Messico o in Canada a sostenere apertamente delle proteste anti-americane volte a rovesciare i loro legittimi governi, per sostituirli con delle alternative filo-russe?

Gli Stati Uniti sono un egemone globale con oltre 1.000 basi militari e 11 gruppi di navi da combattimento sparse per tutto il mondo, con un bilancio militare che supera i budget di tutti gli altri paesi industrializzati messi insieme.

La verità è che la sfida che deve affrontare il mondo in questo momento è come confrontarsi con gli Stati Uniti e con le sue ambizioni imperiali, piuttosto che contenere una minaccia russa inesistente.

La crisi ucraina ha dimostrato ancora una volta che "viviamo in un mondo in cui solo gli interessi e i diritti dell'Occidente sono ritenuti legittimi". L'agenda egemonica imperiale degli Stati Uniti e della Gran Bretagna è la causa principale delle crisi attualmente in corso in Ucraina orientale e nel Medio Oriente.

L'ipocrisia americana e britannica non conosce confini, dice il mensile statunitense. Come possono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna - che hanno giocato un ruolo centrale nel sprofondare l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia e la Siria in un abisso di carneficina e ferocia - affermare che Putin è una minaccia maggiore per l'Europa dello Stato Islamico?

Il presidente russo Vladimir Putin, l'uomo che ha osato schierarsi contro l'ipocrisia occidentale, viene accusato di "forgiare un Impero Russo", confrontato nientemeno che con Adolf Hitler e chiamato come un dittatore che deve essere fermato. Tutto ciò è totalmente ridicolo e ipocrita, afferma ‘CounterPunch’.

http://sputniknews.com/world/20150309/1019245414.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



lunedì 9 marzo 2015

L'ALBA DI UNA NUOVA EUROPA


USA TERRORISTI

Gli atti di guerra finanziaria degli Stati Uniti contro la Russia sono terrorismo di Stato

9 marzo 2015/Sputnik/. Gli Stati Uniti stanno conducendo una guerra finanziaria contro Mosca nel tentativo di indebolire la Russia fino alla sua distruzione economica e sociale, ha detto la rivista austriaca ‘Contra’, aggiungendo che questa campagna va contro il diritto internazionale, le norme del WTO e degli accordi bilaterali.

Gli Stati Uniti hanno una vasta gamma di strumenti a loro disposizione. La rivista austriaca cita, come primo esempio, le false assegnazioni del rating.

"I fondamentali della Russia sono i migliori del mondo. Non un solo (grande) stato ha dei fondamentali migliori di Mosca. Tuttavia, Fitch l’ha degradata al rating 3B - appena sopra al livello ‘spazzatura’. Gli Stati Uniti hanno i peggiori fondamentali nel mondo. Ma la stessa agenzia di rating gli ha assegnato il livello AAA, il miglior punteggio possibile. Resta un mistero come l'agenzia di rating l’abbia potuto assegnare", scrive la rivista.

L’organo di stampa austriaco ha comparato gli Stati Uniti a uno stato terrorista che ignora i codici di condotta generale e agisce in base ai propri capricci e desideri, costringendo gli altri paesi a prenderne parte. Inoltre, Washington minaccia con la guerra e le sanzioni qualsiasi paese abbia scelto di agire in modo indipendente.

Le azioni degli Stati Uniti dovrebbero essere sottoposte all'attenzione delle Nazioni Unite, conclude la rivista austriaca ‘Contra’.

http://sputniknews.com/politics/20150309/1019250191.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



domenica 8 marzo 2015

AUGURI ALLE DONNE RUSSE

8 marzo, Putin porge gli auguri alle donne russe
Il presidente russo si è congratulato con le donne per i loro sforzi nel rafforzamento del Paese tramite l'educazione dei bambini e dei giovani ed ha porto i suoi auguri per la festa dell'8 marzo, la "Giornata internazionale della donna".
Putin si è incontrato con le associazioni delle donne lavoratrici, con le madri degli eroi russi caduti, degli artisti, degli atleti, degli accademici e dei giovani scienziati.
"Non è un caso che abbiamo invitato qui oggi, al Cremlino, le donne che hanno regalato alla patria i propri figli, che a loro volta esaltano e rafforzano il nostro Stato, la cultura, l'educazione, la scienza, lo sport e l'arte," — ha sottolineato Putin.
"Voi sapete che in questi anni abbiamo fatto molto per tutelare la maternità e l'infanzia: possiamo dire che le donne hanno risposto adeguatamente. Il tasso di natalità nazionale è aumentato in modo significativo e per la prima volta in 20 anni abbiamo avuto una crescita costante e naturale della popolazione. E sappiamo...anche se gli uomini aiutano in famiglia, il peso maggiore, ovviamente, grava sulle spalle delle donne, con notti insonni e i lavori di casa...Inoltre dobbiamo pensare al futuro della loro attività lavorativa", ha rilevato Putin.
Ha inoltre sottolineato che resta ancora molto da fare non solo per continuare quello che è stato avviato negli anni precedenti, ma anche per rafforzare questa tendenza.
Dopo l'incontro, il capo di Stato russo ha regalato fiori alle donne presenti.
(Nelle foto: alcuni scatti dell'incontro)
Video: Putin celebrates International Women's Day and renewal: https://www.youtube.com/watch?v=g3mbtEZcio0


venerdì 6 marzo 2015

USA CONTRO EUROPA

Gli Stati Uniti vogliono indebolire l'Europa staccandola dalla Russia

Secondo l'accademico e politico francese Henri Temple, "la rivolta è inevitabile” e permetterà di ricostruire un'altra Europa, fondata sulle nazioni, tra cui la Russia.

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6 marzo 2015/Sputnik/. Gli Stati Uniti cercano di dominare il continente impedendo, in particolare ai paesi dell'Europa dell'ovest, di mantenere i legami con la Russia, ha detto all'agenzia Sputnik l'accademico, avvocato e politico francese, Henri Temple, autore del libro "Teoria Generale della Nazione".

"Gli Stati Uniti non vogliono un'Europa forte, prospera, unita, partner della Russia, perché sarebbe un concorrente pericoloso", ha detto l'esperto.

"Gli Stati Uniti cercano di dividere l'Europa ogni volta che è possibile (come nella crisi della ex Jugoslavia, per l'ingresso della Turchia, nella crisi Ucraina), di indebolirla o di bloccarla all'interno di organizzazioni che manipolano (la NATO, il WTO, l'FMI, la Banca Mondiale, e ora il progetto del Trattato transatlantico-TTIP/TAFTA)", ha affermato il pensatore francese.

Inoltre, Washington sta cercando di dominare l'Europa "giuridicamente e intellettualmente (nella concezione del diritto, dell'economia e della finanza), e d'infiltrare i suoi dirigenti e le sue “èlites” attraverso le proprie reti (Goldman Sachs, Bilderberg, Forum, Fondazioni, la CIA, la prossimità tra gli anglofoni)".

Temple ritiene che l'Europa si trovi di fronte ad un bivio.

"Le stesse cause continueranno a produrre gli stessi effetti: una moneta inadatta, l'apertura incontrollata delle frontiere, la captazione politica di Bruxelles, la castrazione delle nazioni, conducono sempre di più i popoli europei verso la povertà, la de-industrializzazione, la disoccupazione, alla regressione democratica. La rivolta è inevitabile, e ciò permetterà di ricostruire un'altra Europa fondata sui popoli e le nazioni, tra cui la Russia", ha concluso Temple.

http://fr.sputniknews.com/international/20150306/1015048052.html#ixzz3TaxUtExu

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

PUTIN: UN ESEMPIO PER L'ITALIA


giovedì 5 marzo 2015

INCONTRO CON MATTEO RENZI

Conferenza stampa successiva ai colloqui con il Primo Ministro italiano Matteo Renzi.
PRESIDENTE DELLA RUSSIA VLADIMIR PUTIN: 
“Signore e signori,
Le relazioni russo-italiane poggiano su una forte tradizione di amicizia di lunga durata e sul rispetto reciproco. L'Italia è uno dei partner più importanti della Russia negli affari europei e nella risoluzione delle questioni internazionali più urgenti.
I colloqui di oggi con il Primo Ministro Renzi si sono svolti in un clima di buona volontà e di dialogo costruttivo, tipico delle relazioni russo-italiane. La nostra conversazione è stata molto utile e tempestiva, data la situazione attuale in Europa e nel mondo in generale.
Abbiamo discusso lo stato delle nostre relazioni bilaterali e delle relazioni tra la Russia e l'Unione europea. Ci siamo espressi per un loro ulteriore sviluppo, cosa che soddisferebbe gli interessi della Russia e degli Stati membri dell'UE.
Naturalmente, abbiamo scambiato delle opinioni sulla crisi ucraina. Il signor Primo Ministro ha espresso la sua posizione in proposito e ha avanzato alcune proposte utili per quanto riguarda ciò che potrebbe essere fatto per raggiungere una soluzione. La situazione in Ucraina, come tutti sappiamo, rimane complicata. Almeno, le azioni da combattimento sono state fermate, le persone non muoiono e le città non vengono distrutte.
Noi concordiamo che le parti in conflitto devono rigorosamente rispettare gli accordi raggiunti a Minsk il 12 febbraio. Tutto questo apre delle opportunità per una soluzione pacifica complessiva e, naturalmente, per l’instaurazione di un dialogo diretto tra Kiev, Donetsk e Lugansk.
Attualmente, il ruolo di tutti i membri responsabili della comunità internazionale sta crescendo, in particolare di coloro che hanno un’evidente influenza sulle autorità ucraine. Qui ci affidiamo anche ai nostri partner italiani, sia in quanto nazione sia come membro chiave dell'Unione europea.
Abbiamo avuto una discussione dettagliata sulla minaccia terroristica proveniente dal Medio Oriente e dal Nord Africa, in particolare del forte deterioramento della situazione nelle dirette vicinanze dell'Italia - in Libia. La Russia supporta una soluzione pacifica della crisi libica e sostiene gli sforzi di mediazione delle Nazioni Unite in questa direzione.
Come ho detto, nel corso delle nostre discussioni abbiamo considerato le questioni chiave delle relazioni bilaterali. Abbiamo discusso tutta una serie di misure volte a rafforzare la nostra cooperazione in modo da non solo mantenere, ma anche migliorare, le tendenze e le potenzialità positive che abbiamo accumulato nel corso degli anni, nel corso di molti decenni. La Russia esorta ad una maggiore operatività dei meccanismi di cooperazione internazionale.
Abbiamo, naturalmente, avuto uno scambio di opinioni sulle questioni urgenti degli scambi bilaterali e delle relazioni economiche. Per inciso, solo di recente, il 2 marzo a Milano, si è svolta una tavola rotonda che ha coinvolto gli amministratori delegati delle principali società russe e italiane. Il nostro Ministro dello Sviluppo Economico, il sig. Ulyukayev, era a capo della delegazione russa.
Nonostante la riduzione, lo scorso anno, del 10% del nostro fatturato del commercio, causata da ovvie ragioni, l'Italia rimane uno dei principali partner commerciali esteri della Russia. Gli investimenti di capitale italiano in Russia superano gli 1,1 miliardi di dollari, mentre gli investimenti di capitale russo in Italia è di oltre 2,3 miliardi di dollari. Per aumentare ulteriormente queste cifre, il “Fondo d’Investimento diretto russo”, insieme ai suoi partner italiani, sta creando un fondo comune dal valore di 1 miliardo di dollari.
Uno dei settori più avanzati della nostra cooperazione è il settore dell'energia. La società italiana Enel ha effettuato investimenti significativi negli impianti dell’energia elettrica russa. Dal canto loro, le compagnie russe Rosneft e LUKOIL, detengono degli asset nelle raffinerie petrolifere italiane. È importante che noi completiamo così il tradizionale rapporto “venditore-acquirente”', dato che l'Italia è uno dei maggiori consumatori del gas naturale russo.
Stiamo anche facendo dei progressi negli investimenti reciproci nei settori dell’alta tecnologia come l'industria aeronautica, l'esplorazione dello spazio e della tecnologia nucleare. La società russa Sukhoi e i suoi partner italiani, hanno unito gli sforzi per promuovere il Superjet-100 nel mercato globale. Circa 150 velivoli sono già stati ordinati.
Un altro progetto promettente è la costruzione, in un impianto fuori Mosca, degli elicotteri Agusta. La maggior parte degli ordini provengono dalla Russia.
Abbiamo posto molta attenzione ai piani per costruire congiuntamente un reattore termonucleare sperimentale, per sviluppare la tecnologia missilistica civile e i sistemi satellitari.
Sono certo che i contatti che avremo durante l'EXPO 2015 di Milano contribuiranno ad aiutare a migliorare la cooperazione commerciale tra la Russia e l'Italia.
I nostri molteplici contatti culturali si stanno anch’essi sviluppando. Essi si fondano sul reciproco interesse per la cultura e la storia dei nostri paesi e su uno scambio turistico di grandi dimensioni. Più di 900 mila cittadini russi hanno visitato l'Italia lo scorso anno. Per inciso, i turisti russi hanno speso circa 1 miliardo di dollari in Italia.
Entrambi i paesi hanno tenuto con successo i reciproci “Anni del Turismo”. L'itinerario ha incluso un tour dell’Italia del Teatro Accademico Maly, concerti dell'Orchestra Nazionale Russa e molti altri eventi.
Nel complesso, il signor Primo Ministro ed io, abbiamo convenuto che i nostri paesi hanno grandi opportunità per un ulteriore espansione di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa.
Ancora una volta, vorrei ringraziare i nostri colleghi italiani per questo scambio sostanziale e fruttuoso.
La ringrazio molto, signor Primo Ministro”.

Traduzione del Vladimir Putin Italian Fan Club

PAESI BALTICI: CAVALLO DI TROIA AMERICANO IN EUROPA

Pushkov: i paesi baltici e la Polonia sono dei “cavalli di troia” americani in Europa
Questi sono paesi che essendo sostenuti dagli Stati Uniti divengono dei "cavalli di Troia" che trasformano l’'Europa in un soggetto non in linea con gli interessi europei ma con degli interessi che vengono da fuori, e che sono ostili all'Europa stessa.
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MOSCA, 16 marzo/TASS/. Il presidente del comitato per gli Affari Esteri della Duma di Stato, Alexey Pushkov, ha indicato gli Stati baltici e la Polonia come "cavalli di Troia" che minano i valori dell'Unione europea a vantaggio di interessi che sono ostili al continente.
"Questi sono paesi che in realtà, essendo sostenuti dagli Stati Uniti, divengono dei "cavalli di Troia" che trasformano l’'Europa in un soggetto non in linea con gli interessi europei ma con degli interessi che vengono da fuori e che sono ostili all'Europa stessa", ha affermato Pushkov davanti al parlamento questo lunedì.
Il parlamento russo sta tenendo quest’oggi un’audizione il cui tema riportato è: "Russia-UE: chi beneficia del rifiuto della partnership strategica?". 
"Purtroppo, qui non ci stiamo confrontando tanto con l'Europa di Charles de Gaulle quanto con l'Europa di Churchill e Tony Blair, per così dire", ha affermato Pushkov. "Questa è un’Europa che, in grande misura, è subordinata ai principi anglosassoni, che nelle politiche verso la Russia dipende stranamente da un gruppo di paesi che si comportano in modo aggressivo nell’est Europa - intendo i paesi baltici, la Polonia, la Romania, e alcuni altri paesi che stanno quasi dettando ai grandi paesi europei la linea per quanto riguarda la Russia". 
"Come è potuto accadere quest’aberrazione?" ha continuato. "Credo che, un po’ di tempo fa, gli Stati baltici e la Polonia siano stati prontamente portati nella NATO e nella UE, e uno degli scopi era proprio quello di averli nel ruolo che stanno giocando ora". 
"Portare questi paesi nell'Unione europea è stata una strategia di lungo termine degli Stati Uniti - e di quelle nazioni su cui fanno affidamento in Europa - per minare l'indipendenza dell'Unione nella sua politica estera, inclusa le relazioni con la Russia, ciò che risulta evidente oggi", ha detto Pushkov. 
(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)




HUGO CHAVEZ


“Caro amico Hugo,
sono lieto di cogliere questa preziosa opportunità, il viaggio a Caracas del nostro compagno comune Igor Sechin, per farti giungere i miei sinceri sentimenti di sostegno, augurandoti il più rapido e totale recupero.
Lungo i molti anni della nostra amicizia, in più di un’occasione, mi hai convinto che sei un vero combattente, un coraggioso, un uomo con una volontà di ferro. Sono sicuro che riuscirai a sconfiggere la malattia e che tornerai nei ranghi per continuare con la nobile causa alla quale hai dato inizio, la creazione di un Venezuela prospero e forte.
È in gran parte grazie ai tuoi sforzi personali se le relazioni amichevoli tra i nostri paesi sono in auge. Si sviluppa intensamente la cooperazione nel settore energetico, economico e commerciale, tecnico-militare e in altri settori. 
Sono convinto che il rafforzamento del partenariato strategico tra i nostri stati corrisponde pienamente agli interessi dei popoli russo e venezuelano. Il vettore positivo della cooperazione reciprocamente vantaggiosa da noi marcata, è un fattore importante nella costruzione di un sistema veramente democratico nelle relazioni internazionali, il rafforzamento della stabilità e della sicurezza globale e regionale.
I nostri amici in Venezuela possono sempre contare sulla comprensione e l'assistenza dalla Russia.

Con rispetto e con i migliori auguri,
Vladimir Putin”. 
25 gennaio 2013, tratto dal messaggio al presidente Hugo Chavez di Vladimir Putin. 
***
“Un leader eccezionale, uno statista, e un buon amico della Russia. Un uomo straordinario e forte, che guardava al futuro, e che si poneva i più alti obiettivi”. 
Vladimir Putin, 6 marzo 2013, tratto dal messaggio di condoglianze per la morte del presidente Hugo Chavez. 
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Nelle foto: 
1. I due leader a Mosca nel lontano 2001. 
2. La consegna a Putin della copia della spada di Simon Bolivar insieme al cordone e al collare di prima classe dell’“Ordine del Liberatore”, il 4 aprile 2010 a Caracas.
3. Chavez a Mosca, durante la deposizione di una corona di fiori alla Tomba del Milite Ignoto, il memoriale di guerra dedicato ai soldati sovietici caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, il 15 ottobre 2010.

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

L'OBIETTIVO DEGLI USA CON LE SANZIONI


Patrushev: Gli Stati Uniti speravano di causare delle proteste di massa in Russia attraverso le sanzioni 

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MOSCA, 5 marzo/TASS/. Quando hanno imposto le sanzioni contro la Russia, gli Stati Uniti speravano di colpire la qualità della vita dei russi, ha affermato ieri Nikolay Patrushev, segretario del Consiglio di Sicurezza della Russia.

“È evidente che la Casa Bianca sperava in un netto peggioramento della qualità della vita dei russi e nelle proteste di massa", ha detto Patrushev.

"Ma la Russia ha accumulato una sufficiente riserva in campo economico e finanziario e – soprattutto - di forza politica, ha la solidarietà e il sostegno dei partner stranieri, anche nel quadro della maggior parte delle organizzazioni multilaterali".

Commentando i risultati dei suoi viaggi di lavoro in Egitto e negli Emirati Arabi Uniti, Patrushev ha affermato che "i tentativi di influenzare le nostre nazioni dal di fuori, non si fermano". Ha detto che gli stessi Stati Uniti qualificano questi tentativi come "sforzi per migliorare la situazione democratica."

"La Cina e molti altri paesi ... usano il termine di ‘rivoluzioni colorate’ ", ha detto il funzionario, aggiungendo che i metodi di Washington non sono cambiati nel corso degli ultimi decenni.

"Questi metodi sono stati testati nello spazio post-sovietico, in Medio Oriente, nei paesi del Nord Africa e in altre regioni del mondo", ha affermato Patrushev.

Ha poi aggiunto che "in sostanza, il finanziamento delle forze di opposizione continua con il pretesto della protezione dei diritti umani e della necessità di formare le istituzioni della società civile". 

"Allo stesso tempo, vengono imposte sanzioni economiche unilaterali. Questo è ben testimoniato dall'esempio della campagna anti-russa lanciata dagli Stati Uniti con il pretesto della situazione in Ucraina", ha concluso Patrushev.

Sia società che funzionari russi, sono stati colpiti dal primo lotto di sanzioni occidentali, tra cui il divieto dei visti e il congelamento dei beni, dopo che la Russia ha incorporato la Crimea a metà marzo del 2014, dopo il colpo di stato in Ucraina del febbraio dello stesso anno.

Nonostante le ripetute dichiarazioni di Mosca che il referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina fosse in linea con il diritto internazionale e con la Carta delle Nazioni Unite, e in conformità con il precedente stabilito dalla secessione del Kosovo dalla Serbia nel 2008, l'Occidente e Kiev hanno rifiutato di riconoscere la legittimità della riunificazione della Crimea alla Russia.

L'Occidente ha poi annunciato nuove, settoriali, restrizioni contro la Russia a fine luglio 2014, in particolare, sostenendo che la Russia era presumibilmente coinvolta nelle proteste nel sud-est dell'Ucraina.

In risposta, la Russia ha imposto - il 6 agosto del 2014 - il divieto per un anno alle importazioni di carne di manzo, maiale, pollame, pesce, formaggi, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari provenienti da Australia, Canada, Unione Europea, Stati Uniti e Norvegia.

Nuove misure punitive su larga scala contro la Russia sono state varate nel settembre e nel dicembre del 2014.

La Russia ha sempre respinto le accuse di aver "annesso" la Crimea, perché la Crimea si è riunificata volontariamente, dopo un referendum, così come ha rispedito al mittente le accuse che Mosca sarebbe in ogni caso coinvolta nelle ostilità nel sud-est dell'Ucraina.

(Nella foto: Nikolay Patrushev)

domenica 1 marzo 2015

DISCORSO DI LAVROV ALL'ACCADEMIA DIPLOMATICA RUSSA

Riportiamo qui di seguito la traduzione completa dell’importante intervento tenuto dal Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, all’udienza di venerdì scorso presso l’Accademia Diplomatica russa. 
In un post successivo pubblicheremo alcune delle risposte più significative fornite dal Ministro alle domande degli uditori. 

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“Signor Bazhanov, signore i signori,
sono felice, ancora una volta, di visitare il "vecchio edificio del fiume Moskva", che è strettamente associato con i miei anni di studio e di gioventù.
Le relazioni internazionali stanno ora percorrendo un periodo di transizione difficile. Pochi giorni fa, il 23 febbraio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha dibattuto sulla necessità di confermare l'impegno per gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, al fine di mantenere la pace e la sicurezza: un tema di attualità (cfr. l’intervento completo di Lavrov al dibattito del 23 febbraio alla Nazioni Unite, al seguente post: https://www.facebook.com/VladimirPutinItalianFanClub1/photos/a.678189362293432.1073741828.678177775627924/691125237666511/?type=1&theater NdT). La questione rivela ancora la diversità degli approcci adottati per garantire la stabilità e la sicurezza negli affari globali.
Purtroppo, l'ultimo quarto di secolo è stato testimone di sistematiche violazioni dei principi fondamentali delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti e gli altri paesi del cosiddetto Occidente storico, hanno trascurato le norme fondamentali del diritto internazionale e hanno fatto un ampio uso dei doppi standard, arrivando alle interferenze dirette negli affari interni degli Stati sovrani, anche con l'uso della forza. I popoli della Jugoslavia, dell’Iraq, della Libia e della Siria, e adesso dell'Ucraina, hanno pienamente provato le conseguenze di questa politica. 
Nonostante i nostri appelli e le rilevanti decisioni che sono state prese in tempi diversi dall'OSCE e dal Consiglio Russia-NATO, uno spazio comune di pace, sicurezza e stabilità, non è stato creato nella regione euro-atlantica. Invece, l'alleanza occidentale ha continuato con la sua linea volta ad impadronirsi dello spazio geopolitico e al movimento verso est: sia attraverso l'espansione della NATO, sia con l'attuazione del “partenariato orientale” della UE. Gli interessi russi non sono stati presi in considerazione, e le nostre numerose iniziative, tra cui l'elaborazione del Trattato di Sicurezza Europea, venivano o tirate per le lunghe o accantonate. Questa politica ha raggiunto l'apice quando Washington – e Bruxelles – hanno sostenuto l’incostituzionale colpo di stato e la presa armata del potere che si è verificata in Ucraina nel mese di febbraio dell’anno scorso.
La nuova versione della “Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, adottata di recente dal presidente americano Barack Obama, dichiara la pretesa al dominio globale degli USA e la prontezza ad usare unilateralmente le forze armate per il bene degli interessi americani. Questo documento di 30 pagine cita più di cento volte la questione del diritto esclusivo degli Stati Uniti ad applicare la famigerata “leadership americana”. Come si è visto, vogliono auto-convincersi che questo sia inevitabile. La Casa Bianca sembra aver dimenticato le conseguenze dei tentativi di ottenere l'egemonia a scapito degli interessi degli altri membri della comunità mondiale.
Oggi, l'intera logica degli eventi nell'arena mondiale mostra che le numerose sfide e minacce possono essere efficacemente contrastate soltanto con sforzi concertati. Questo è esattamente il motivo per cui la diplomazia russa sta costantemente perseguendo una linea di politica estera, determinata dal presidente Vladimir Putin, che sostiene i metodi collettivi di risoluzione dei problemi urgenti, affidandosi al diritto internazionale, al ruolo di coordinamento centrale delle Nazioni Unite, a una vera cooperazione tra i principali centri di potere e d’influenza e al rispetto del diritto dei popoli a determinare il proprio futuro. Ovviamente, solo mettendo in comune gli sforzi, la comunità mondiale può risolvere i problemi più complicati e inestricabili, siano questi il disarmo chimico siriano, il programma nucleare iraniano o la soppressione del virus Ebola. Al contrario, oltre ad essere controproducenti, tutte le misure unilaterali che contraddicono la Carta delle Nazioni Unite aggravano ulteriormente il caos e l'instabilità.
Nel suo discorso all'Assemblea Federale dello scorso dicembre, il presidente Putin ha sottolineato che il nostro obiettivo è l'acquisizione del maggior numero di partner possibile, sia in Occidente che in Oriente. L’ulteriore promozione dell'integrazione eurasiatica è la nostra priorità assoluta. Nel preservare la sovranità dei suoi Stati membri, l'Unione Economica Eurasiatica (EAEU) pone la loro integrazione su un nuovo livello e la trasforma in una fonte importante di crescita economica. Molti progressi sono stati compiuti verso l'adesione di un quinto membro – il Kirghizistan – alla EAEU. Il progetto dell'Unione Economica Eurasiatica è richiesto, e ciò è confermato anche dall’aspirazione di vari Stati e associazioni d’integrazione a essere coinvolti con essa in forme diverse, in parte, con la firma di accordi di libero scambio. Noi crediamo che la nostra Unione abbia tutte le possibilità di diventare un ponte tra le organizzazioni d’integrazione dell'Europa e della regione Asia-Pacifico.
L'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) svolge un ruolo particolare nel garantire la sicurezza della Russia e dei nostri alleati. L'importanza di sviluppare in molte aree una cooperazione della Comunità degli Stati Indipendenti è in crescita.
Reti di strutture flessibili orientate alla promozione degli interessi convergenti degli Stati partecipanti sono oggi sempre più richieste. La filosofia degli sforzi collettivi sta alla base della nostra Presidenza della SCO (la Shanghai Cooperation Organisation, NdT) e del BRICS. Quest'ultima sta lavorando sui progetti di una nuova banca di sviluppo e di un paniere di monete di riserva, e coordinando la strategia della partnership economica e il piano d’azione della cooperazione negli investimenti. I paesi BRICS stanno pianificando di firmare anche un accordo sui legami culturali e di aprire nuove prospettive di cooperazione.
Il forte aggravamento della situazione in Medio Oriente e in Nord Africa, l'approfondimento delle contraddizioni etniche e religiose e la crescita del terrorismo e dell'estremismo che si stanno riversando anche in altre regioni, rappresentano una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità internazionale. Questo stato di cose è una diretta conseguenza dell'indebolimento delle istituzioni di governo in molti paesi della regione, non senza l’aiuto esterno, e dei tentativi cocciuti di "esportare la democrazia" e di imporre valori e modelli di cambiamento estranei ai paesi regionali. Abbiamo continuamente contrastato il processo che ha posto la “Primavera Araba” sotto il controllo degli estremisti ed abbiamo sostenuto una soluzione esclusivamente politica e diplomatica dei problemi ma, purtroppo, la nostra voce è rimasta inascoltata. L'ascesa dell'estremismo islamico ha portato all'attuale aumento degli atteggiamenti di estrema destra, al nazionalismo aggressivo, alla xenofobia e all'intolleranza religiosa in Europa. I rischi di scontri di civiltà sono notevolmente aumentati.
La Russia ha proposto di condurre, sotto gli auspici del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, un’analisi completa dei problemi che incoraggiano gli estremisti e i terroristi in Medio Oriente e in Nord Africa, incluso il conflitto arabo-israeliano. Noi crediamo che una tale discussione sarebbe utile nel fornire assistenza ai popoli della regione, al fine di garantire la sicurezza, la stabilità e lo sviluppo sostenibile.
Non si può fare a meno di notare che la posizione alquanto contraddittoria dei nostri colleghi occidentali ostacola la promozione degli sforzi collettivi per trovare appropriate risposte alle sfide globali. Da un lato, stanno cercando di isolare la Russia e di punirci perché conduciamo una politica estera indipendente e perché tuteliamo i nostri connazionali all'estero, che è ciò che qualsiasi stato che si rispetti dovrebbe fare. Dall’altra parte, sono interessati a costruire una cooperazione con noi su questioni chiave dell'agenda internazionale, come il programma nucleare iraniano, l'accordo arabo-israeliano, e la lotta contro il terrorismo internazionale; e comprendono perfettamente che senza la partecipazione attiva di Mosca nessuna soluzione sostenibile è possibile agli attuali problemi chiave.
Naturalmente, siamo tutti a favore della cooperazione, come abbiamo affermato più volte. Nel suo discorso all'Assemblea Federale della Federazione Russa, il Presidente Putin ha dichiarato ancora una volta con chiarezza che non abbiamo piani di scivolare nell’auto-isolamento o nel confronto. Allo stesso tempo, ha ribadito che la pressione esterna non ci porterà alla revisione dei nostri principi politici, che riteniamo corretti. (…)
In ogni modo, continuiamo a sperare che il buon senso alla fine prevarrà. Non si può alzare la posta in gioco indefinitamente aggravando una situazione già difficile poiché - in questo scenario - tutte le parti coinvolte perderebbero. In una recente intervista, l'ex presidente francese, Valery Giscard d'Estaing, ha affermato: "Per l'Europa, la Russia è un partner e un vicino. In mezzo all’attuale disordine mondiale, la violenza in Medio Oriente e l'incertezza causata dalle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, sarebbe irresponsabile desiderare che l'economia russa collassi".
Nonostante una campagna che non ha precedenti nella sua ampiezza, Washington non è riuscita a mettere insieme una coalizione anti-russa a livello mondiale. Noi manteniamo un dialogo paritario e reciprocamente rispettoso, su una vasta gamma di settori di cooperazione, con la stragrande maggioranza dei paesi, tra cui molti in Europa. Il risultato delle recenti visite all’estero del Presidente Putin e i colloqui con i leader stranieri a Mosca, ne sono una chiara prova.
In generale, la politica responsabile ed equilibrata della Russia negli affari internazionali, gode di un crescente sostegno nella comunità internazionale.
Restiamo interessati ad espandere le nostre relazioni con l'UE, che è il nostro principale partner commerciale. Nonostante una flessione nelle nostre relazioni, ci auguriamo che il pragmatismo prevarrà. La consapevolezza della necessità di normalizzare i rapporti con Mosca sta gradualmente facendosi strada nella UE; in particolare, ciò è confermato dai recenti colloqui russo-ungheresi e russo-ciprioti al più alto livello, così come una serie di riunioni al livello dei ministri degli esteri della Russia e dell'Unione europea.
Noi crediamo che la mancanza di alternative alla formazione di uno spazio economico e umanitario comune dall'Atlantico al Pacifico, basato sul principio della sicurezza indivisibile e dell’ampia cooperazione, dovrebbe essere evidente a tutti. Questo spazio dovrebbe includere tutti i Paesi, sia membri che non membri, di tutte le associazioni di integrazione. È incoraggiante vedere che un numero crescente di nostri partner sta mostrando interesse ad iniziare un lavoro sostanziale su questo tema. L'impegno nell'idea di creare uno spazio di questo tipo, basato sul pieno rispetto del diritto internazionale e dei principi dell'OSCE, è radicato nella Dichiarazione dei presidenti di Russia, Francia, Ucraina e del Cancelliere della Germania, del 12 febbraio a Minsk, a sostegno del pacchetto di misure per l'attuazione dell'accordo di Minsk per l’assestamento ucraino. 
Come primo passo in questa direzione, riteniamo importante instaurare una cooperazione pratica tra l'Unione europea e l'Unione Economica Eurasiatica, e la promozione di un loro riavvicinamento. Naturalmente, quest’obiettivo non può essere raggiunto in una notte. È per questo che il Presidente Putin, un anno fa, ha preso l'iniziativa di avviare i negoziati per stabilire una zona di libero scambio tra l'UE e l’Unione Economica Eurasiatica entro il 2020. Un certo numero di nostri partner ha già colto al volo quest’idea, come una questione pratica. Si tratta di un obiettivo reale e realizzabile, dal momento che entrambi i modelli di integrazione sono costruiti su principi simili e si basano sulle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
Naturalmente, tutti questi sforzi non possono avere successo senza riaffermare i principi di non-ingerenza negli affari interni degli Stati sovrani, senza abbandonare le pressioni delle sanzioni e i tentativi di organizzare le rivoluzioni "colorate", o di incoraggiare le forze estremiste radicali. Il Processo di “Helsinki + 40” dovrebbe essere la piattaforma per questa discussione, in cui le parti potrebbero concentrarsi sulla rimozione delle linee di divisione nelle tre dimensioni dell'OSCE: politico-militare, socio-economica ed umana.
Recentemente, molto è stato detto sull’orientamento della Russia ad oriente. Permettetemi di ribadire che la rotazione della Russia verso il Pacifico non è una mossa opportunistica, non è correlata alla crisi attuale. Invece, come il Presidente Putin ha sottolineato, si tratta di una priorità nazionale per il 21° secolo, e dovrebbe contribuire alla completa modernizzazione delle regioni orientali della Russia. Comunque, vorremmo fare questo senza portare detrimento alle nostre relazioni con l'Occidente, ma in parallelo con un approfondimento di queste relazioni, se, ovviamente, i nostri partner europei e americani ne sono interessati e sono disposti a lavorare onestamente basandosi sull’eguaglianza, il rispetto e la considerazione degli interessi degli altri. 
Per quanto riguarda la situazione in Ucraina, dopo aver raggiunto un nuovo pacchetto di accordi a Minsk il 12 febbraio, abbiamo ora una reale possibilità di fermare l’assurdo spargimento di sangue e di raggiungere la pace nazionale e l’accordo. Siamo convinti che se gli accordi di Minsk che sono sanciti nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite saranno attuati, allora la situazione, lentamente ma inesorabilmente, potrà tornare alla normalità. Ne abbiamo discusso a Parigi il 24 febbraio durante i colloqui dei ministri degli Esteri del “Quartetto della Normandia”. Abbiamo discusso sul rispetto da parte dei belligeranti del cessate il fuoco globale e del ritiro delle armi pesanti. Ci sono dei segnali di progresso. Anche oggi ci sono buone notizie. Tale progresso deve essere assicurato con un sostegno più attivo a favore della missione dell'OSCE.
È importante sottolineare che le altre disposizioni degli accordi affrontano anche i gravi problemi umanitari e la riforma costituzionale, che dovrebbe fornire un quadro di riferimento per garantire i diritti legittimi e gli interessi dei residenti del Donbass, e dovrebbe essere attuata secondo il programma stabilito. Al fine di prevenire una scissione dell’Ucraina e di mantenere un clima di fiducia e stabilità nell'area euro-atlantica, è necessario che Kiev mantenga il suo status di paese non-allineato.
La Russia continuerà a perseguire una politica estera indipendente, multi-vettoriale, in linea con i suoi interessi nazionali che mirano ad assicurare una sovranità affidabile al nostro Paese e a rafforzare la propria posizione nel mondo altamente competitivo di oggi. Siamo disposti a coerentemente costruire relazioni reciprocamente vantaggiose con tutti gli Stati, e le loro associazioni, che ne sono interessate. 
Il processo oggettivo della formazione di un nuovo, più giusto e democratico, ordine internazionale policentrico che riflette la diversità geografica e delle civiltà del mondo, va di pari passo con una crescente instabilità, turbolenze e conflitti. Da qui la crescente domanda di una competente analisi scientifica e di esperti che comprendano i cambiamenti in corso per determinare i modi più efficaci di aumentare il prestigio e l’influenza della Russia negli affari internazionali e per promuovere la sicurezza globale e la stabilità. Sono fiducioso che l'Accademia Diplomatica continuerà a dare un contributo significativo a questi sforzi.
Grazie. Sono pronto per le vostre domande”.
(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

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