sabato 11 aprile 2015

MENSA SANA IN CORPORE SANA





‘Mens sana in corpore sano’: Putin e la promozione dello sport

La grande passione di Putin per lo sport si traduce non solo nella conduzione personale di uno stile di vita sano ma anche e soprattutto nello sviluppo della cultura sportiva e della forma fisica in tutta la popolazione russa. 

***

Mosca, 10 aprile/TASS/. Il presidente russo Vladimir Putin continua ad esercitarsi attivamente quasi ogni giorno, tranne quando il suo programma di lavoro è troppo pieno per quelle visite all’estero che richiedono viaggi lunghi, ha affermato venerdì il portavoce presidenziale Dmitry Peskov.

"Nel complesso, il presidente continua a condurre uno stile di vita sano e questo non è un segreto", ha detto Peskov, aggiungendo che Putin "sta praticando sport quasi ogni giorno" tranne che "quando il suo programma di lavoro è pieno di viaggi all’estero".

Il portavoce presidenziale ha affermato che la serie giornaliera di esercizi atletici compiuti da Putin e la loro intensità vanno ben oltre ai limiti previsti dalle norme sull’allenamento fisico per la popolazione contenute nella GTO ai tempi dell’URSS (GTO: acronimo russo per "Pronto per il Lavoro e per la Difesa").

Le norme obbligatorie sull’allenamento fisico per il popolo sovietico finirono ufficialmente nel dimenticatoio per più di due decenni, ma il presidente Putin ha fatto rivivere i vecchi regolamenti l'anno scorso, con la firma di un decreto apposito.

Nell'ex Unione Sovietica la GTO era un sistema, sponsorizzato dal governo, di allenamento e valutazione degli standard e dei requisiti per lo sviluppo fisico e attitudinale per diversi gruppi di età.

Tali test non erano solo la spina dorsale di un sistema nazionale basato sulla cultura fisica. Essi perseguivano l'obiettivo, ufficialmente proclamato, di "uno sviluppo fisico integrale della persona e il rafforzamento e la salvaguardia della salute del popolo e la sua attitudine all’alta efficienza nel lavoro e nella protezione della Patria".

Il programma originale della promozione della forma fisica durò dal 1931 al 1991, anno in cui l'Unione Sovietica cessò di esistere. 

Esso comprendeva quasi tutta la popolazione, a partire dall'età di dieci anni fino ai sessanta. I partecipanti al programma erano invitati a fare una serie di test, come la corsa, le flessioni, il lancio di granate fittizie, salti, sci di fondo, nuoto, sbarra, corda, lancio della palla medica ed escursioni in campagna.

Le persone che si presentavano volontariamente per certificare la propria preparazione fisica erano premiate con i distintivi ‘oro’ o ‘argento’ del GTO a seconda delle loro prestazioni. Coloro che superavano i test per parecchi anni di fila venivano decorati con il distintivo dell’Onore del GTO.

In linea con il decreto firmato lo scorso anno dal presidente Putin, il programma GTO è stato rivisto ed aggiornato e prevede delle prove sportive che devono essere sostenute da undici gruppi di età, a partire dall'età di sei anni.

Putin accennò per la prima volta all'idea di ripristinare il sistema GTO nel marzo del 2013. Lo descrisse come "un meccanismo di lavoro e un'esperienza positiva." Era certo che una forma aggiornata di questo programma avrebbe prodotto grandi benefici.

A partire da quest'anno, il governo è tenuto a presentare una relazione annuale per quanto riguarda la forma fisica della popolazione. Il test per coloro che vogliono ottenere il riconoscimento del GTO è puramente volontario.

Il 62-enne presidente russo, noto per il suo sostegno appassionato allo sviluppo dello sport in Russia, è una cintura nera di judo, una pratica che esercita regolarmente.

Tre anni fa, la Federazione Internazionale di Judo ha concesso al Presidente l’ottavo Dan per il suo lavoro di promozione di questo sport. In gioventù Putin è stato campione di judo della sua città di Leningrado, ora chiamata San Pietroburgo. 

Nel 2010, nel suo tentativo di portare in Russia la ‘Formula Uno’, Putin ha guidato un bolide della F1 su un anello esterno alla seconda più grande città della Russia, San Pietroburgo.

In quello che può essere definito il 'presidente più veloce del mondo,' ha raggiunto una velocità di 240 chilometri orari. Il suo giro di F1 si aggiungeva alle sue precedenti acrobazie motorizzate, che comprendono la guida di aerei da combattimento e bombardieri strategici, nonché la guida delle moto Harley Davidson con i Bikers russi.


(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

venerdì 10 aprile 2015

LAVROV SULLE SANZIONI

"Perfino dopo che l'Unione europea ha imposto le sanzioni, la Russia non ha sospeso i suoi rapporti con Bruxelles. Non spetta a noi di normalizzare e rilanciare i rapporti tra Mosca e la UE, che sono stati spinti in un vicolo cieco dalla politica delle sanzioni unilaterali. Sappiamo che la maggior parte dei paesi europei non è soddisfatta dell’attuale situazione. Purtroppo, c'è una minoranza aggressiva che sta cercando di sfruttare il cosiddetto principio di solidarietà basato sul sentimento anti-russo. Ancora una volta, non è stata la Russia a congelare i contatti. È nostra intenzione riesumarli non appena i nostri partner europei saranno pronti".

Sergey Lavrov, 9 aprile 2015

http://www.mid.ru/brp_4.nsf/0/5CE8D278D488A52443257E230022327E

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



giovedì 9 aprile 2015

INCONTRO CON UFFICIALI E PUBBLICI E MINISTERI

Riportiamo una parte significativa dell’intervento tenuto oggi da Vladimir Putin nella Sala San Giorgio del Cremlino durante l’incontro con gli ufficiali e pubblici ministeri nominati in posizioni di alta responsabilità. 
***
“Esattamente tra un mese, celebreremo il 70° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Onoreremo i nostri veterani, renderemo omaggio a tutti coloro che sono morti difendendo la libertà e l'indipendenza di questo paese.
È nostro dovere ricordare sempre le lezioni di quella guerra. Il popolo della Russia ha sperimentato privazioni estreme nel combattere il nazismo. Pertanto, consideriamo inaccettabile incoraggiare il neonazismo, l'estremismo, suscitando conflitti interetnici e intensificando le minacce militari.
Ci siamo sempre opposti all’interferenza negli affari interni degli Stati sovrani e la provocazione dei conflitti armati. Tale pratica, per quanto riguarda i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, ha portato all’esplosione del terrorismo, mentre - vicino ai nostri confini - ha portato ad un dramma cruento nella limitrofa Ucraina.
Oggi possiamo vedere come alcuni paesi stiano sempre più spostando la propria politica in direzione di un’'azione preventiva illimitata' di natura offensiva. Ciò si traduce in un aumento dei conflitti potenziali in aree importanti per la Russia, con nuove minacce emergenti che non possiamo ignorare.
A questo proposito, la Russia continuerà a rafforzare la propria sicurezza, soprattutto migliorando la propria organizzazione militare e cooperando attivamente con gli altri paesi che lottano per la pace, la stabilità e lo sviluppo”.
(Nelle foto: l’incontro di oggi al Gran Palazzo del Cremnlino). 
Video: Russia: Putin blasts Nazism and warmongering in Moscow address https://www.youtube.com/watch?v=wUaAhgHfJPk
(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

LIBERO SCAMBIO UE-RUSSIA

Lavrov: la proposta di un accordo di libero scambio tra l’‘Unione economica eurasiatica’ e la UE è ancora sul tavolo

***

Mosca, 8 aprile/TASS/. La proposta della Russia di creare una zona di libero scambio tra l’‘Unione economica eurasiatica’ (EEU) e l'Unione europea è ancora sul tavolo, ha affermato mercoledì il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, dopo i colloqui con il suo omologo armeno Eduard Nalbandyan.

"La proposta del presidente russo Vladimir Putin, che risale al gennaio del 2014, di creare una zona di libero scambio tra le due associazioni d’integrazione rimane sul tavolo", ha detto il ministro degli Esteri.

"I quattro leader della ‘Normandia’ hanno confermato nella dichiarazione adottata il 12 febbraio a Minsk, che sono a favore degli sforzi per portare a termine il processo d’integrazione tra il continente europeo e lo spazio eurasiatico, compresi i contatti tra l'Unione europea e l'Unione economica eurasiatica", ha dichiarato Lavrov.

"Finora, purtroppo, Bruxelles non ha risposto molto attivamente alla nostra proposta di iniziare a lavorare concretamente per l'attuazione di questi obiettivi proclamati", ha detto il ministro degli Esteri russo.

http://tass.ru/en/russia/787958 



mercoledì 8 aprile 2015

GRECIA - RUSSIA

“Abbiamo una ‘primavera’ nelle relazioni russo-greche. La Grecia è uno Stato sovrano e userà il suo ruolo geopolitico come paese europeo. Useremo tutte le opportunità per rafforzare la cooperazione con la Russia. Atene contribuirà attivamente perché vi sia cooperazione e dialogo tra la UE e la Russia”. 

Alexis Tsipras, 8 aprile 2015

http://sputniknews.com/politics/20150408/1020614179.html e http://fr.sputniknews.com/international/20150408/1015569709.html 

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)


venerdì 3 aprile 2015

AUGURI DI BUONE FESTE

Tanti auguri di buone feste a tutti i nostri amici. 
Per molti saranno feste difficili, assillati dai problemi economici e dalle difficoltà lavorative in un’Italia allo sbando. 
Ma il nostro augurio è che possiate lo stesso riposarvi e rigenerarvi, trascorrendo in serenità e al fianco dei vostri cari ed amati queste brevi giornate; questa è la cosa più importante. 
Poi la dura battaglia avrà di nuovo inizio. E noi continueremo, con i nostri umili mezzi, ad essere con voi nella lotta per un’Italia migliore.


giovedì 2 aprile 2015

OGNUNO DONA QUELLO CHE HA

Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi si sta dirigendo verso la travagliata regione del Donbass

***

Mosca/2 aprile 2015/TASS/. Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi si sta dirigendo verso la travagliata regione ucraina del Donbass, ha affermato alla TASS una fonte del Ministero russo per la Gestione nazionale delle situazioni di emergenza.

Il 23° convoglio umanitario, composto da più di 120 veicoli, porta alle regioni di Donetsk e Lugansk più di 1.400 tonnellate di merci, tra cui prodotti alimentari, oggetti essenziali, medicinali, sementi per la semina primaverile delle campagne e materiali da costruzione, ha detto la fonte.

Avvicinandosi al confine ucraino, il convoglio si dividerà - come sempre - in due parti, una dirigendosi al valico di frontiera di Donetsk, da dove poi si recherà a Lugansk, la seconda verso il valico di frontiera di Matveyev Kurgan, in direzione di Donetsk.

Alla guida ci sono camionisti esperti, che hanno già ripetutamente consegnato i carichi umanitari alle regioni dilaniate dalla guerra di Lugansk e Donetsk, ha continuato la fonte.

Il convoglio è auto-sufficiente, con medici e personale tecnico in grado di offrire l'assistenza necessaria ai conducenti e ai funzionari che accompagnano il carico.

Le autorità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk hanno detto di contare solo sugli aiuti dalla Russia. Poco prima, le Nazioni Unite hanno annunciato che avrebbero dovuto interrompere la distribuzione degli aiuti alimentari ai residenti delle due autoproclamate repubbliche, a causa del basso finanziamento per le operazioni umanitarie nel paese.

Un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ha dichiarato lunedì che i finanziamenti continuano a rimanere seriamente bassi, con solo il 16% della somma necessaria per l'Ucraina, nel 2015, finanziata o garantita.

Dall’agosto del 2014, i convogli umanitari russi hanno consegnato al Donbass più di 28.500 tonnellate di aiuti umanitari.

http://tass.ru/en/russia/786632

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



mercoledì 1 aprile 2015

PUTIN BRICS

Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi si sta dirigendo verso la travagliata regione del Donbass

***

Mosca/2 aprile 2015/TASS/. Un nuovo convoglio di aiuti umanitari russi si sta dirigendo verso la travagliata regione ucraina del Donbass, ha affermato alla TASS una fonte del Ministero russo per la Gestione nazionale delle situazioni di emergenza.

Il 23° convoglio umanitario, composto da più di 120 veicoli, porta alle regioni di Donetsk e Lugansk più di 1.400 tonnellate di merci, tra cui prodotti alimentari, oggetti essenziali, medicinali, sementi per la semina primaverile delle campagne e materiali da costruzione, ha detto la fonte.

Avvicinandosi al confine ucraino, il convoglio si dividerà - come sempre - in due parti, una dirigendosi al valico di frontiera di Donetsk, da dove poi si recherà a Lugansk, la seconda verso il valico di frontiera di Matveyev Kurgan, in direzione di Donetsk.

Alla guida ci sono camionisti esperti, che hanno già ripetutamente consegnato i carichi umanitari alle regioni dilaniate dalla guerra di Lugansk e Donetsk, ha continuato la fonte.

Il convoglio è auto-sufficiente, con medici e personale tecnico in grado di offrire l'assistenza necessaria ai conducenti e ai funzionari che accompagnano il carico.

Le autorità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk hanno detto di contare solo sugli aiuti dalla Russia. Poco prima, le Nazioni Unite hanno annunciato che avrebbero dovuto interrompere la distribuzione degli aiuti alimentari ai residenti delle due autoproclamate repubbliche, a causa del basso finanziamento per le operazioni umanitarie nel paese.

Un rapporto dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, ha dichiarato lunedì che i finanziamenti continuano a rimanere seriamente bassi, con solo il 16% della somma necessaria per l'Ucraina, nel 2015, finanziata o garantita.

Dall’agosto del 2014, i convogli umanitari russi hanno consegnato al Donbass più di 28.500 tonnellate di aiuti umanitari.

http://tass.ru/en/russia/786632

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



domenica 29 marzo 2015

IO STO CON PUTIN

L'Italia e l'Europa si avvicinano ad un bivio. A scelte decisive.
Noi sappiamo con chi bisogna stare.
Stare con Putin significa stare con l'Italia.
Diffondiamo le nostre idee.
Ne va del nostro futuro e di quello dei nostri figli.


venerdì 27 marzo 2015

INSIEME PER DIFENDERE L'EUROPA




Europa-Russia: un’intensa indispensabile contro il terrorismo

I russi e gli europei hanno lo stesso nemico, il fanatismo sunnita, che li minaccia da tutto il Mediterraneo. Il pericolo maggiore, in questo momento, è quello. L’Europa deve costruire di conseguenza la propria politica di difesa e di sicurezza e le sue relazioni con la Russia. 

***

27 marzo 2015/Sputnik/. Attore di secondo rango rispetto alle potenze locali e agli Stati Uniti, la Russia, tuttavia, sta facendo ritorno sulla scena del Mediterraneo, dopo che vi si era ritirata a seguito del crollo dell'Unione Sovietica. Le autorità russe stanno profittando di circostanze favorevoli, interne ed esterne, che le consentono di nuovo di condurre una politica dalle ambizioni ragionevoli.

Circostanze interne prima di tutto: nonostante le sue attuali difficoltà economiche, la Russia ha acquisito, tra il 2000 e il 2013, i mezzi finanziari per fornire sostegno ai paesi della regione, per comprare amicizie e alleanze.

Circostanze esterne poi: mentre una certa disaffezione si manifesta in Grecia, a Cipro e nei balcanici nei confronti del modello dell'Unione europea e delle drastiche politiche di austerità imposte da Bruxelles, la Russia trova l'occasione di accrescere la propria influenza all’interno di queste nazioni che le sono vicine per cultura, sia questa slava o ortodossa. La possibilità per le forze militari russe di vedersi concedere delle strutture a Cipro, nella base aerea di Paphos e nel porto di Limassol, è stata evocata. Alcuni membri della UE, la Grecia e Cipro non hanno ugualmente esitato ad acquistare armi russe, mentre Vladimir Putin e Alexis Tsipras, che si incontreranno l'8 aprile, hanno moltiplicato i messaggi di amicizia l’un con l’altro.

Le esportazioni di armi, richiamata più sopra, è uno dei principali vettori della diplomazia russa che le consente di rafforzare la propria influenza nel Mediterraneo. Poiché Mosca ha denunciato molto presto le conseguenze della "Primavera Araba" - che ha portato al potere degli islamisti radicali (Egitto, Tunisia), alle guerre civili (Siria), e agli Stati falliti (Libia) - la Russia è considerata dai paesi minacciati da turbolenze simili come un valido alleato, in grado di fornire loro le armi potenzialmente capaci di mantenere l'ordine all’interno e di proteggerli da un eventuale intervento occidentale.

La Russia non avrebbe mai potuto rimettere piede in Egitto, se gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali non avessero con tanta veemenza denunciato la repressione dei Fratelli Musulmani da parte del governo del maresciallo al-Sissi. Oggi, quest’ultimo, sta negoziando l’acquisto di armi da Mosca per un totale di oltre due miliardi di dollari, discute dell’aiuto russo che permetterebbe all’Egitto di espandere il dispositivo del Canale di Suez, mentre le materie prime agricole egiziane hanno sostituito sui banchi russi le merci europee su cui Mosca ha imposto l'embargo.

Il partenariato militare-industriale con l'Algeria è stato ulteriormente rafforzato, nonostante le divergenze che si sono verificate nel 2007, nel corso di un contratto per la fornitura di Mig-29 difettosi.

Per quanto riguarda l'alleanza russa con la Siria - mentre si accenna timidamente alla necessità di cercare la collaborazione di Bashar al-Assad per combattere gli islamisti radicali dello Stato Islamico (EI) - non è mai stata così solida, tanto quanto la sensatezza della messa in guardia russa contro la caduta dei regimi baathisti.

E l'influenza russa non si limita solo agli Stati arabi. Israele, dove vivono oggi più di un milione di russofoni, mantiene ugualmente dei legami sempre più stretti con la Russia, in particolare nel settore dell’informazione anti-terrorismo. Tel Aviv si è astenuta dal voto sulla risoluzione delle Nazioni Unite che condannava l'intervento russo in Crimea. Per lo Stato ebraico, che ha annesso apertamente (Golan) o di fatto (gli insediamenti in Cisgiordania) dei territori esteri, sarebbe stato difficile denunciare la Russia su questo punto, mentre Mosca mantiene forti capacità di condizionamento attraverso, in particolare, le attrezzature militari che può fornire alla Siria o all'Iran.

La Russia, nel complesso, non ha un peso nel Mediterraneo paragonabile a quello delle principali potenze locali. Tuttavia Mosca ha sistematicamente rafforzato la propria posizione, in particolare dall'inizio della 'Primavera Araba'.

Questa crescente influenza è talvolta percepita come una minaccia, un’espressione di espansionismo. Eppure è possibile considerare in modo diverso il ruolo crescente della Russia nel Mediterraneo. Condividiamo con Mosca molti interessi nella zona, sia a livello economico che di sicurezza. Mentre il rischio di attacchi islamici non è mai stato considerato così elevato nella UE, mentre lo Stato Islamico aumenta le sue atrocità sul fronte siro-iracheno e mentre la Libia e le bande sahelo-sahariane sprofondano nell'anarchia e nel terrorismo, tutti siamo consapevoli che la minaccia non è la Russia, ma i movimenti armati wahhabiti, che sono oggi insediati sulla costa libica, a 350 chilometri dall’Italia.

In questa situazione, la cooperazione con Mosca - che conduce dal 1994 una guerra senza tregua contro questi gruppi fondamentalisti - è una carta vincente di cui sarebbe assurdo e pericoloso privarsi. La Francia non sarebbe stata capace di intervenire in Mali e nella Repubblica Centrafricana senza i grandi jumbo Antonov-124 appartenenti ad un’azienda di proprietà al 50% di azionisti russi, la Volga-Dnepr. I servizi segreti russi hanno sempre fornito informazioni alle loro controparti americane, inglesi, francesi sui movimenti dei terroristici islamici. Allo stesso tempo, i russi e gli iraniani sono stati i primi a dare assistenza materiale per sostenere i governi di Damasco e Baghdad che, per quanto autoritari, sono tuttavia oggi giudicati preferibili dalle cancellerie occidentali rispetto ai sostenitori di Abu Bakr al Baghdadi.

Russi ed europei hanno lo stesso nemico, il fanatismo sunnita, che li minaccia da tutto il Mediterraneo, a prescindere dalla costa considerata. Il pericolo maggiore, in questo momento, è quello. Bisogna costruire di conseguenza la nostra politica di difesa e di sicurezza e le nostre relazioni con la Russia.

Philippe Migault

http://fr.sputniknews.com/points_de_vue/20150327/1015351313.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)

ITALIA USA E GETTA

Mentre la Nato gioca alla Guerra Fredda, l’Italia ci rimette

“Dall'escalation di questa crisi noi europei abbiamo solo da rimetterci, perché si mettono in discussione i rapporti commerciali con Mosca, il blocco degli affari con la Russia è gravissimo per noi italiani. Siamo a rischio con l'approvvigionamento del gas”, afferma Gianandrea Gaiani, analista militare, direttore di "Analisi Difesa".

***

26 marzo 2015/Sputnik/. Inviare armi letali a Kiev? Il congresso degli Stati Uniti ha votato di sì. La situazione attorno al conflitto ucraino rimane sempre molto tesa.
Nel frattempo nei Paesi Baltici e in Polonia sono in atto le esercitazioni della Nato "Atlantic resolve" e il mese prossimo 300 paracadutisti americani addestreranno i soldati della guardia nazionale ucraina. Si mostrano i muscoli quindi e si torna a giocare alla Guerra Fredda. Quanto potrebbe venire a costare questo gioco all'Europa e in particolare all'Italia?
Sputnik Italia si è rivolto per una riflessione in merito a Gianandrea Gaiani, analista militare, direttore di "Analisi Difesa".

- QUALI SONO SECONDO LEI LE MOTIVAZIONI DELLE ESERCITAZIONI NATO "ATLANTIC RESOLVE" NEI PAESI BALTICI E IN POLONIA?
- La prima motivazione è che i Paesi Baltici e la Polonia hanno chiesto alla NATO, in particolare agli Stati Uniti, una maggiore presenza militare e un maggior numero di esercitazioni sul loro territorio a scopo di deterrenza. Questi Paesi considerano gli attivismi militari russi nei confronti della crisi ucraina come una minaccia. Non si tratta solo della crisi ucraina, ma anche di tutte le esercitazioni che la Russia sta attuando da diverso tempo e degli sconfinamenti di aeroplani russi che dal Baltico si avvicinano allo spazio aereo polacco.
C'è un altro ordine di motivi: l'esigenza degli Stati Uniti di dare una risposta a questi Paesi aumentando la presenza americana nella parte orientale della NATO a ridosso della Russia e dell'Ucraina, dove la crisi ancora persiste.

- CHI CI GUADAGNA DI PIÙ SECONDO LEI DA QUESTO CLIMA DI TENSIONE?
- Non so chi ci guadagna, ma so chi ci rimette. Ci rimettiamo noi europei tutti, perché la crisi con la Russia per noi non è conveniente sotto nessun punto di vista. Questo non è dovuto alle esercitazioni, è così da più di un anno, dal Maidan in avanti. La destabilizzazione dell'Ucraina ha rappresentato un colpo forte per la Russia. Non sono d'accordo con la valutazione che la Russia stia muovendo delle minacce all'Occidente. In Ucraina c'è stato un golpe, il governo di prima era riconosciuto dalla comunità internazionale. Dopo questo colpo di stato la Russia tramite i separatisti sta cercando di riguadagnare un po' di terreno in Ucraina. Da quel golpe la Russia ne è uscita sconfitta, perché ha perso l'area di influenza su un Paese che da sempre rappresentava una priorità strategica russa.
Dall'escalation di questa crisi noi europei abbiamo solo da rimetterci, perché si mettono in discussione i rapporti commerciali con Mosca, il blocco degli affari con la Russia è gravissimo per noi italiani. Siamo a rischio con l'approvvigionamento del gas.
Gli americani hanno sempre spinto per l'escalation di questa crisi, lo dimostra anche l'invio di truppe americane per addestrare battaglioni della guardia nazionale ucraina. I comandanti NATO parlano della necessità di armare Kiev, ma lo fanno da ufficiali americani. Nella Nato non ci sono solo gli Stati Uniti. L'America vuole creare una frattura fra l'Europa e la Russia.
L'Europa però non condivide queste iniziative, e gli USA rischiano di allargare sempre più le differenze nell'Atlantico. Molti Paesi europei vogliono evitare l'escalation, lo dimostrano i negoziati diretti voluti da Hollande con la Merkel e Putin. La visita di Renzi a Mosca ha confermato che l'Italia ha una sua politica estera, che vuole smorzare ogni tensione, perché gli interessi che abbiamo con la Russia sono tanti. La NATO sta rischiando grosso se diventa lo strumento degli Stati Uniti, invece di essere uno strumento difensivo comune.

- COME POSSONO ESSERE GIUSTIFICATI EVENTUALI INVII DI ARMI LETALI A KIEV DA PARTE DEI PAESI NATO?
- Per ora quello che è arrivato a Kiev sono dei radar campali. Gli inglesi hanno fornito blindati e altro materiale, che non è di grandissima attualità né può avere un'influenza strategica se riprendessero i combattimenti. È un segno comunque che la NATO sostiene Kiev. Farlo adesso a mio avviso in assenza di una soluzione duratura e stabile nella situazione dell'est ucraino, è un modo per innalzare la tensione e creare una escalation, che non dovrebbe essere cercata da nessuno. Se la Nato fornisce armi letali a Kiev, nessuno dovrà poi accusare la Russia se farà altrettanto con i separatisti del Donbass.

http://it.sputniknews.com/opinioni/20150326/176190.html



15 ANNI DI PUTIN

n 15 anni di Putin è decuplicato il PIL russo

Uno dei personaggi senza dubbio più discussi al momento nel mondo è il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. E’ raro trovare in Occidente grandi giornali che lo difendano, infatti, da “destra” a “sinistra” la stragrande maggioranza dei gruppi editoriali e dei partiti politici si unisce mediaticamente e politicamente alla crociata anti-russa portata avanti prima di tutto dalla NATO e dunque dal paese guida di questa alleanza militare, ossia gli Usa.

Inutile dire che negli Stati Uniti non vi sono formazioni politiche rilevanti che non condannino a priori l’operato del Presidente russo. Come potrebbe essere diverso in Europa occidentale, occupata militarmente da settant’anni dall’esercito degli Stati Uniti d’America (solo l’Italia ha nel proprio territorio 114 basi militari statunitensi, di cui due con 50 testate nucleari l’una; senza contare il Muos, sistema di controllo satellitare di droni utilizzati per il mantenimento del dominio mondiale a stelle e strisce)?

Fatta eccezione per alcuni gruppi politici di estrema sinistra e di estrema destra che sostengono il leader russo, e fatta eccezione per Silvio Berlusconi, che tra le tante e controverse vicende che lo riguardano ha senz’altro il merito di aver curato gli interessi nazionali italiani nei rapporti con la Russia e col suo Presidente, tutto il resto del panorama politico italiano, in primis gli attuali partiti di governo, conduce una disastrosa campagna anti-russa, concretizzatasi anche nell’appoggio al regime golpista di Kiev, autore di crimini contro l’umanità verso le popolazioni russofone della Novorossija.

È estremamente simpatico vedere il Presidente americano Obama accusare ripetutamente Putin di essere un dittatore autoritario, come altrettanto simpatiche risultano queste dichiarazioni quando provengono dai vertici dell’Unione Europea.

Obama in questi anni ha distrutto la Libia con i bombardamenti NATO e sostenendo i cugini libici dell’ISIS, li ha armati anche in Siria contro il regime di Bashar Al Assad, ha organizzato il golpe filo-americano di Kiev dando il via ad una guerra spaventosa contro la Russia da parte della junta di Kiev (guerra descritta come “invasione russa” dai deliranti media occidentali, senza uno straccio di prova), è presidente di un paese in cui ci sono circa 60 milioni di poveri ed in cui la sanità è a pagamento (a differenza della “dittatoriale” Russia), le truppe del suo paese sono dislocate in decine di paesi di tutto il mondo e la spesa militare americana è la voce maggiore delle spese pubbliche dello Stato americano.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, è ormai cosa nota in Occidente che le sue politiche di austerità hanno causato danni giganteschi a paesi mediterranei come la Spagna, l’Italia, la Grecia (letteralmente distrutta) ed il Portogallo, come del resto anche in Francia, dove il primo partito con oltre il 25% dei voti è proprio quello anti europeista e filo russo della Le Pen. Come è cosa nota che la Commissione Europea non è eletta dal popolo in nessuna forma, e che l’unico organo eletto dai popoli europei è il Parlamento Europeo, che, però, non ha alcun potere decisionale. Quanti di voi conoscono Herman Van Rompuy? Pochi. Quanti di voi l’hanno votato? Nessuno. Eppure detiene un immenso potere all’interno della Ue, senza nemmeno uno straccio di voto popolare. Ed i suoi tecnocrati si permettono di dare del “dittatore” ad un leader che ha vinto ininterrottamente le elezioni da 15 anni, le prime nel 2000 col 52% di voti, senza essere al governo e quindi senza avere alcuna possibilità di organizzare brogli, al di là della propaganda occidentale.

Analizziamo invece i 15 anni di Putin dal punto di vista economico, così forse capiremo i perchè di tanto attaccamento del popolo russo al suo leader.

(…) I numeri, che si riferiscono al periodo 1999-2013 (in attesa di quelli del 2014), parlano chiaro: il Pil è passato da 195 miliardi di dollari a 2.113, il pil pro-capite da 1.320 a 14.800 dollari, le riserve valutarie e aurifere da 12,6 a 511 miliardi di dollari, il debito pubblico dal 78% del Pil all’8%, le pensioni da una media di 499 rubli a 10.000, mentre gli stipendi da 1.522 rubli a 29.940.

Mentre il sistema bancario occidentale crolla sulle spalle dei contribuenti, colui che viene descritto come un “dittatore” sta difendendo e salvando il suo paese. Sono i dati che parlano, ed agli occidentali non rimane che appellarsi alla contrarietà di Putin verso i matrimoni gay o blaterare di invasione russa in Ucraina, quando è l’Ucraina ad aver invaso le libere repubbliche di Donetsk e Lugansk, diventate indipendenti con liberi referendum nel Maggio dell’anno scorso.

Questi maestri di libertà (americana) tacciono però se in Arabia Saudita, fraterna amica degli Usa e partner strategico americano in Medio Oriente per il petrolio, gli omosessuali vengono condannati a morte o se questo paese, che finanzia da anni l’ISIS ed Al Qaeda (vi sono decine di report di giornalisti di tutto il mondo in materia facilmente reperibili dal web), invade senza alcuna autorizzazione da parte della Comunità Internazionale lo Yemen, com’è avvenuto proprio ieri. Lì il colpo di stato non è stato filo-occidentale, come in Ucraina l’anno scorso, ma filo-iraniano. Dunque per l’Occidente ben venga un’invasione saudita contro gli alleati dell’eterno nemico iraniano, colpevole, come la Russia di Putin, di difendere la propria sovranità dall’usura bancaria e delle bombe democratiche della NATO che tante sofferenze hanno inferto a libici, siriani, iraqueni, afghani, serbi…ed europei.

Pasquale Andrea Calapso

http://blogautsicilia.com/2015/03/27/in-15-anni-di-putin-e-decuplicato-il-pil-russo/



giovedì 26 marzo 2015

INTERVENTO ALLA RIUNIONE DELL'FSB

I passaggi più significativi dell’intervento tenuto quest’oggi da Vladimir Putin alla riunione del consiglio di amministrazione del FSB, il servizio segreto della Federazione Russa. 
- “Stanno usando tutto il loro arsenale di mezzi per la cosiddetta deterrenza della Russia: dai tentativi d’isolamento politico e di pressione economica alla guerra dell’informazione su vasta scala e alle operazioni dei servizi speciali. Come è stato recentemente dichiarato apertamente: chi non è d'accordo, sarà periodicamente posto sotto pressione. Tuttavia, questo non funziona con la Russia; non lo ha mai fatto e mai lo farà”.
- “La NATO sta sviluppando le sue forze d’intervento rapido e sta potenziando la sua infrastruttura vicino ai nostri confini. Tentativi vengono fatti per violare la parità nucleare esistente, i segmenti europeo ed asiatico-pacifico del sistema ABM vengono sviluppati ad un ritmo accelerato”.
- “Vorrei ricordarvi che il ritiro unilaterale da parte degli Stati Uniti dal trattato sui missili anti-balistici ha abbattuto il fondamento del sistema della sicurezza internazionale moderna. Nuovi sistemi completamente nuovi vengono sviluppati per essere in grado di effettuare un ‘attacco fulmineo globale' e di condurre operazioni nello spazio”.
- “Siete consapevoli del fatto che dei cittadini della Russia e di altri paesi della CSI vengono addestrati presso i cosiddetti ‘punti caldi’, anche all'interno dei gruppi dello Stato islamico sul territorio della Siria e in altri paesi. In seguito potranno essere usati contro di noi, contro la Russia e i suoi vicini”. 
- “I servizi speciali occidentali continuano con i loro tentativi di utilizzare le organizzazioni pubbliche, non governative e politicizzate, per perseguire i propri obiettivi, principalmente per screditare le autorità e destabilizzare la situazione interna alla Russia. Stanno già programmando le loro azioni per le prossime campagne elettorali del 2016-2018”.
- “Come ho già detto in numerose occasioni, lo ripeto ancora una volta: siamo pronti al dialogo con l'opposizione, noi continueremo la nostra collaborazione con la società civile nel senso più ampio del termine. Abbiamo sempre ascoltato le critiche costruttive alle azioni delle autorità o alla mancanza di tali azioni a qualsiasi livello. Questo dialogo e questa collaborazione sono sempre utili, sono di vitale importanza per qualsiasi paese, compreso il nostro. Tuttavia, è inutile entrare in una discussione con coloro che operano eseguendo ordini esterni, per gli interessi di qualche altre paese e non del loro”.
- “Dobbiamo continuare i nostri sforzi per sostenere le aziende russe all'estero e per proteggere i loro interessi. La concorrenza economica è dura, come sapete. Non tutti i concorrenti delle società russe sono disposti a lavorare onestamente. I principi comuni del commercio, della cooperazione e degli investimenti sono stati violati. Assistiamo a tentativi di compromettere la reputazione aziendale delle società russe in ogni modo possibile. Bisogna rispondere a questo, senza indugio e con competenza, nel raggio della vostra autorità”.
(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)
(Nelle foto: Putin durante la riunione di oggi).
Video: Putin: La Russia non si farà intimidire dalla pressione occidentale: https://www.youtube.com/watch?v=ifZrvsBJ-_g

PERCHE' QUEST'UOMO E' UNA LEGGENDA


RIVOLUZIONI COLORATE

Rischi elevati che gli USA ricorrano alle tecniche delle ‘rivoluzioni colorate’ contro la Russia 

"Le avanzate tecniche delle 'rivoluzioni colorate' saranno impiegate in modo sempre più ampio al fine di estromettere i regimi politici invisi agli Stati Uniti, la probabilità di un loro uso contro la Russia è piuttosto elevato", ha affermato il Consiglio di Sicurezza russo.

***

Mosca, 25 marzo/TASS/. Vi è un grande rischio che gli Stati Uniti possano utilizzare il ‘know-how’ delle ‘rivoluzioni colorate’ contro la Russia, ha affermato il Consiglio di Sicurezza nella sua analisi relativa alla nuova Strategia di Sicurezza degli Stati Uniti.

"Le avanzate tecniche delle 'rivoluzioni colorate' saranno impiegate in modo sempre più ampio al fine di estromettere i regimi politici invisi agli Stati Uniti e la probabilità del loro uso contro la Russia è piuttosto elevato", ha detto il Consiglio di Sicurezza russo nell'analisi pubblicata sul suo sito web.

Gli specialisti del Consiglio di Sicurezza affermano che in generale la strategia di Washington si basa sul principio dell’eccezionalità statunitense e sull’asserzione del diritto ad agire unilateralmente per sostenere i propri interessi in tutto il mondo, avendo una forte spinta anti-russa.

Per quanto riguarda il rapporto con la Russia, il Consiglio di Sicurezza ritiene probabile che gli Stati Uniti intendano continuare con la politica volta ad isolare la Russia nel lungo termine, anche imponendo restrizioni alle sue possibilità nelle esportazioni di petrolio e gas.

Gli specialisti del Consiglio di Sicurezza hanno notato una serie di potenziali minacce nel documento statunitense.

"A lungo termine, gli Stati Uniti, in collaborazione con i propri alleati, continueranno con la propria politica che mira all’isolamento politico ed economico della Russia, tra cui la restrizione delle sue possibilità di esportazione delle risorse energetiche, estromettendo i suoi prodotti militari da tutti i mercati, allo stesso tempo creando difficoltà per la produzione di prodotti high-tech in Russia", afferma l'analisi pubblicata sul sito web del Consiglio di Sicurezza.

La Casa Bianca ha pubblicato - lo scorso 6 febbraio - la recentemente adottata ‘Strategia di Sicurezza Nazionale’ del 2015. Il documento analizza sia le principali minacce per gli Stati Uniti, così come sono viste da Washington, sia i modi e i mezzi che dovrebbero essere utilizzati per affrontare queste minacce.

Nell’ottobre del 2014 il capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, Nikolai Patrushev, ha apertamente accusato gli Stati Uniti di avere un ruolo nelle attuali turbolenze in Ucraina e nei conflitti militari in Georgia e nel Caucaso, affermando che questi erano i risultati diretti della politica anti-russa dell'amministrazione USA.

Patrushev ha rivelato in una conferenza stampa che gli analisti dell'intelligence hanno stabilito che i servizi speciali americani stavano eseguendo un programma anti-russo che risale agli anni ‘70 e che si basa sulla strategia di Zbigniew Brzezinski ‘dei punti deboli’, la politica di trasformare i potenziali problemi dell'avversario in crisi di vasta scala.

http://tass.ru/en/russia/784857 e http://rt.com/politics/243981-russia-america-security-strategy/

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



mercoledì 25 marzo 2015

NEMICI DELL'EUROPA

Infidi sabotatori: gli USA cercano di rovinare le relazioni UE-Russia

Heinz-Christian Strache, politico austriaco e leader del “Partito della Libertà”, si oppone all’intento degli Stati Uniti di rovinare le relazioni europee con la Russia e ha avvertito del pericolo di una Terza Guerra Mondiale.

***

24 marzo 2015/Sputnik/. Il leader del “Partito della Libertà austriaco” (FPÖ), Haines Christian Strache, ha sollecitato a non considerare la Russia come un aggressore ma piuttosto a prestare attenzione alle attività degli Stati Uniti e dell'Unione europea, riferisce il quotidiano tedesco "Die Presse".

“Non è stata la Russia ad essere l’aggressore negli ultimi decenni, espandendo la propria influenza militare verso il confine dell'Unione europea", ha affermato Strache nel corso di un evento organizzato a Vienna dall’Associazione di Amicizia austro-russa. "Al contrario, è stata la NATO - con l'Unione europea - che ha cercato di espandersi verso i confini della Russia", ha aggiunto il politico.

Strache ha fortemente criticato le sanzioni europee contro Mosca, affermando che a causa loro "l'economia austriaca subirà almeno 1 miliardo di euro di perdite". I settori più colpiti sono il commercio, il turismo e l'agricoltura.

Il politico ha anche sottolineato che le ONG finanziate dall'estero hanno giocato un ruolo importante durante gli eventi a piazza Maidan, aggiungendo che il cambio di potere a Kiev è stato incostituzionale.

Ha anche sostenuto che “i ‘falchi’ americani e alcuni strateghi stanno gettando benzina sul fuoco” aggiungendo che “le circostanze attuali fanno aumentare le possibilità di un potenziale scoppio di una Terza Guerra Mondiale."

http://sputniknews.com/europe/20150324/1019954249.html

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club)



sabato 21 marzo 2015

OMAGGIO A SERGEY LAVROV

Omaggio a Sergey Lavrov per il suo 65° compleanno (1/6)

***

Oggi dedicheremo sei brevi post - un nostro umile omaggio e riconoscimento - a colui che è stato ininterrottamente Ministro degli Esteri della Russia dal 2004 ad oggi, in tutti questi anni svolgendo il proprio lavoro con professionalità e coerenza, voce autorevole di un paese a cui Vladimir Putin ha ridato orgoglio e dignità: Sergey Lavrov.

Arriverà il giorno in cui anche l'Italia avrà diplomatici di tal stazza? Noi crediamo di sì; prima però, bisogna adempiere al compito N°1: liberare la nostra nazione dall'occupante statunitense. Un compito senz'altro lungo e faticoso.

Cominciamo però fin da ora col piede giusto, prendendo esempio e ispirazione da quelle persone che possono stimolare gli italiani a ridare dignità al proprio paese. Tra queste c'è sicuramente Sergey Lavrov.

Per questo oggi vogliamo compartecipare al lieto evento del suo 65° compleanno e per questo ci sentiamo di dire, con sincerità e stima: "Tanti auguri Sergey".



COMPLEANNO LAVROV

Omaggio a Sergey Lavrov per il suo 65° compleanno (2/6)

***

"Oggi un vero diplomatico è una persona erudita che ha una profonda conoscenza della storia, prima di tutto di quella del suo paese, che conosce tutti i rischi e gli eventi che si sono verificati al di fuori del suo Stato nel corso degli ultimi anni, secoli e millenni. 

Oggigiorno, in qualsiasi regione del mondo, la storia ritorna, sia sotto forma di rinascita dei sentimenti religiosi sia nel rinnovo dei progetti dei potenti imperi di una volta – poi crollati - ma che ora possono rivivere in altre forme e unificazioni.

Quindi, ripeto, un diplomatico dovrebbe conoscere la storia ed essere una persona erudita. Dovrebbe avere una perfetta padronanza di diverse lingue straniere e, naturalmente, della sua lingua nativa, il russo, perché tutto quello che facciamo è alla fine incarnato nei documenti.

Le abilità psicologiche sono indubbiamente importanti perché in questa professione, come in un certo numero di altre, è molto importante saper "sentire" l'interlocutore, capire in che misura sia pronto a parlare con voi in modo aperto e confidenziale.

Tuttavia, tutti questi sono soltanto metodi e "accessori". Prima di tutto, un diplomatico deve amare la sua Patria ed essere pronto a metterci il cuore per servirla. Queste non sono parole pretenziose. Senza queste qualità non si fa’ niente nel lavoro diplomatico".

Sergey Lavrov, Ministro degli Esteri russo, 10 Febbraio 2013

http://www.mid.ru/bdomp/brp_4.nsf/e78a48070f128a7b43256999005bcbb3/670212761e9e1b4b44257b14003fd429!OpenDocument