sabato 12 settembre 2015

BERLUSCONI: MEDIATORE TRA PUTIN ED I REPUBBLICANI AMERICANI?




Un'analisi sui possibili significati politici del viaggio di Silvio Berlusconi in Russia da Vladimir Putin. 
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GeopoliticalCenter/11 settembre2015/. Silvio Berlusconi torna in Russia, lo fa dopo soli due mesi e mezzo dalla tre giorni passata a strettissimo contatto con il presidente Putin dello scorso giugno. Gli organi di informazione italiani non hanno dato molto peso a questa nuova visita di Berlusconi in Russia e, a volte, hanno titolato, in spazi di second’ordine, che Berlusconi sarebbe in Russia per non pensare (almeno per qualche giorno) ai problemi che egli ha tuttora in Italia. La nostra visione della nuova visita di Berlusconi in Russia è invece radicalmente diversa. In prima istanza perché nella precedente visita egli ha seguito, giorno dopo giorno, gli impegni di lavoro del presidente Putin, visitando con lui anche il comando delle forze strategiche delle Federazione Russa. Una cosa mai vista per un leader occidentale in visita nella Federazione. Certo Berlusconi non è più il leader di una nazione ma è ancora un punto di riferimento per una parte degli elettori che non credono a Matteo Renzi e può essere un importante alleato di Mosca nel braccio di ferro tra chi in Europa vuole seguire letteralmente le indicazioni di Obama e chi cerca una via più vicina al Cremlino. 
Come secondo elemento va poi considerata un’altra caratteristica di Silvio Berlusconi: egli è un amico, un vero amico, degli Stati Uniti d’America ed in modo particolare del campo Repubblicano. Ma c’è di più. Oggi il principale favorito alla Nomination Repubblicana è Donald Trump, un miliardario e imprenditore americano, un Repubblicano fuori dalle righe ma che potrebbe vedere in Berlusconi un suo pari, una persona con la quale potrebbe essere per lui molto semplice trattare. Tre giorni fa inoltre, intervistato ad un dibattito ha definito Berlusconi “una persona per bene che mi piace” 
Alle luce di queste considerazioni riteniamo che Silvio Berlusconi, al netto di tutti i preconcetti della stampa italiana ed europea, possa attivamente svolgere un ruolo di mediatore tra la Russia e gli Stati Uniti d’America, nel caso in cui la corsa per la Casa Bianca venga vinta dai Repubblicani, e che questo ruolo di mediatore possa diventare cruciale nel caso in cui sia Donald Trump il prossimo presidente americano. 
Purtroppo abbiamo a disposizione pochissime informazioni dirette sul programma di questa seconda visita di Berlusconi in Russia, ma se nei prossimi mesi egli dovesse recarsi negli Stati Uniti la nostra ipotesi potrebbe diventare molto più concreta. 

PUTIN E BERLUSCONI A PASSEGGIO TRA LA FOLLA



Il presidente russo Vladimir Putin e l'ex primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, hanno fatto ieri una passeggiata sul lungomare mare di Yalta, in Crimea, in mezzo alla gente comune, che li ha accolti calorosamente. Putin e Berlusconi si sono poi fermati a pranzo con i rappresentati della comunità degli "Italiani di Crimea", composta dai discendenti di immigrati italiani che giunsero nella penisola durante il periodo zarista. (Qui di seguito la pagina facebook della comunità: https://www.facebook.com/aicerkio/)


venerdì 11 settembre 2015

PERCHE’ NON APPOGGIARE L’IMPEGNO RUSSO IN SIRIA?




Perché non appoggiare l’intervento russo in Siria? La risposta che fornisce il buon senso è ovvia: perché siamo un paese sotto ombrello NATO e le principali potenze della NATO sono purtroppo implicate nello scenario di caos e terrore che caratterizza la Siria (così come l’Irak, la Libia, l’Afghanistan…). Ed essendo la catena della nostra libertà/sovranità molto limitata non possiamo fare altro che respingere questo genere di iniziative così come hanno fatto Bulgaria e Grecia vietando agli aerei russi in rotta per Damasco di sorvolare il loro spazio aereo. D’accordo ma se invece che al nostro buon senso un po’ “democristiano” (con buona pace della vecchia DC che in politica estera ha fatto cose migliori, sia pure in modo un po’ tortuoso) ci rivolgessimo alla nostra coscienza di uomini liberi?
Allora la risposta dovrebbe necessariamente essere diversa. La Siria è uno Stato laico multiconfessionale: alti standard di scolarizzazione, alti standard di rispetto della donna, alti standard di rispetto delle minoranze cristiane rispetto a decine di altri paesi disseminati tra Africa, Asia (e forse a questo punto anche Europa!). Il crollo di Assad sarebbe una catastrofe immensa, sarebbe l’anticamera del caos completo: quello che oggi caratterizza la Libia a quattro passi da noi.
Per questo l’intervento della Russia è provvidenziale. Putin difende la base navale di Tartus, ma difende anche le minoranze cristiane della regione (compito questo completamente trascurato dai leader europei anche quando arrivano al potere in nome di partiti che ancora si chiamano “cristiano-democratico” …). Putin difende inoltre l’assetto di un Medio Oriente non sottomesso alla logica del fanatismo fondamentalista che si irradia dall'area sunnita-salafita della regione. Ma soprattutto limitando l’area di espansione del terrore e del caos, difende tutti noi.
(...)
L'articolo completo di Alfonso Piscitelli prosegue qui: http://news.russia.it/perche-non-appoggiare-l-impegno-russo…

RUSSI IN SIRIA


PUTIN E BERLUSCONI SI SONO INCONTRATI IN CRIMEA




Il Presidente russo Vladimir Putin ha incontrato quest’oggi l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al memoriale nei pressi del monte Gasfort, in Crimea, per commemorare i soldati del Regno di Sardegna che sono morti nella Guerra di Crimea del 1853-1856.
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Sebastopoli, 11 settembre/TASS/. Il presidente russo Vladimir Putin e l'ex primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, si sono incontrati quest’oggi in un Memoriale nei pressi del Monte Gasfort in prossimità della città di Sebastopoli, in Crimea. Il monumento è dedicato ai soldati del Regno Sardo uccisi durante la Guerra di Crimea del 1853-1856. Entrambi i presidenti hanno deposto una corona di fiori sul cippo del Memoriale. 
Successivamente il presidente russo e l'ex primo ministro italiano hanno visitato la principale cantina di vini di Crimea, Massandra, considerata la più grande "biblioteca di vini" nel mondo.
Sulla strada che da Gasfort porta a Yalta, Putin e Berlusconi hanno viaggiato a bordo della stessa auto, facendo tappa al Palazzo di Massandra e all'associazione industriale e agricola "Massandra".
Putin e Berlusconi hanno attraversato la grande galleria e biblioteca di vini dove sono raccolte 500mila bottiglie e si sono fermati vicino agli scaffali dove viene conservato del vino che risale alla Seconda guerra mondiale.
Berlusconi è arrivato in visita privata in Crimea dopo aver trascorso due giorni a Sochi.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva detto ai giornalisti, mercoledì, che Putin si sarebbe potuto incontrare presto con Berlusconi per discutere di questioni bilaterali e internazionali.
"Noi non escludiamo la possibilità che un incontro personale tra Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin possa avere luogo in uno di questi giorni", ha detto Peskov.
Peskov ha ricordato che Berlusconi e il leader russo hanno mantenuto rapporti d’affari e di amicizia di lungo termine. I colloqui potrebbero concentrarsi non solo sulle questioni bilaterali relative ai rapporti russo-italiani, ma anche sugli sviluppi in ambito internazionale, ha detto il portavoce, sottolineando anche come Putin e Berlusconi potrebbero scambiarsi opinioni sui più "pressanti problemi regionali".
"Qualsiasi contatto con politici e funzionari governativi che abbiano un rango al pari di quello di Berlusconi - non importa se sono politici ancora in carica o meno - sono certamente una questione di diplomazia", ha detto Peskov, aggiungendo che si tratta di contatti importanti e il presidente russo "dà loro un grande significato".
Nelle foto: l’incontro e la cerimonia di oggi. 
Video:
1. La cerimonia al Memoriale della Guerra di Crimea:
https://www.youtube.com/watch?v=QdI2OAHRG8U
2. La visita alla cantina di vini Massandra: https://www.youtube.com/watch?v=F81YsxcSUv0
Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club

PUTIN: L’UCRAINA È ORMAI SOTTO CONTROLLO STRANIERO

“Tutti i posti chiave nel governo, e adesso anche nelle regioni importanti, sono in mano a stranieri. Questo è un insulto al popolo ucraino”. 
Vladimir Putin, 4 settembre 2015


(Video ripreso dall’ottimo canale youtube: V.V.P. https://www.youtube.com/watch?v=OpqmtGfQnVk)

giovedì 10 settembre 2015

SIRIA, PUTIN VA ALLA GUERRA CONTRO IL TERRORISMO: "TRUPPE RUSSE COMBATTONO AL FIANCO DI ASSAD"




Le forze russe sbarcano a Latakia e iniziano le prime operazioni militari in Siria.
(NB: Articolo da leggere filtrando la propaganda atlantica del giornalista. Come la cartina riportata, che qualifica propagandisticamente come ribelli filo-occidentali forze in realtà etorogenee e allo sbando al cui interno si trovano per la maggior parte gruppi terroristici e criminali).
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9 settembre 2015/La Stampa/

SUL CAMPO 
Sono fonti libanesi a far sapere che «le operazioni militari russe in Siria sono iniziate», spiegando che si tratta di «interventi limitati». Sono azioni di combattimento con «elementi di fanteria navale russa a sostegno dell’esercito siriano» e «tale impegno potrebbe aumentare» a dimostrazione che «i russi non sono più osservatori ma partecipano alla guerra di Assad». Tutto ciò a meno di 24 ore dall’arrivo di almeno cento marines russi all’aeroporto internazionale “Assad” di Latakia dove è in pieno svolgimento il ponte aereo del Cremlino per sostenere il traballante regime di Assad. 

IL PONTE AEREO 
Due Antonov-124 Condor, i giganteschi vettori da trasporto russi, e un terzo aereo-cargo sono atterrati sbarcando mezzi militari, sofisticate apparecchiature per le comunicazioni, materiale per costruire impianti e personale in divisa. Altri aerei sono in arrivo. Fonti americane spiegano alla tv Cbs che «nell’aeroporto vi sono unità abitative per ospitare mille uomini» e la tv I24News, con la sede a Tel Aviv, aggiunge che i russi si preparano ad attivare «unità mobili» per gestire lo scalo come una «hub militare», proteggendo le comunicazioni e ospitando uomini e mezzi. 

IL NODO DELLO SPAZIO AEREO 
I primi aerei-cargo sono partiti dalla Russia del Sud, sorvolando Bulgaria e Grecia, ma dopo la chiusura dei cieli da parte di Sofia - su pressante richiesta di Washington - i nuovi voli seguono la rotta del Mar Caspio, attraverso Iran e Iraq. A Latakia sono arrivati anche due veivoli di Air Mahan decollando da Teheran, con scalo ad Abadan, e Damasco: è la compagnia aerea commerciale iraniana accusata dagli Stati Uniti di trasportare uomini e mezzi della “Forza Al Qods”, i reparti dei Guardiani della rivoluzione che operano all’estero. La coincidenza con il ponte aereo russo fa supporre che Teheran sia coinvolta nell’accelerazione militare.

L'ASSE CON TEHERAN 
Ciò che accomuna Russia e Iran nell’immediato è la necessità di sostenere Assad, che perde terreno davanti alla simultanea avanzata dei ribelli islamici dell’”Esercito della Conquista” verso Latakia e dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) verso Damasco. Ma per Robert Kaplan, esperto di strategia mediorientale, c’è dell’altro: «Putin vuole assicurarsi il controllo della costa alawita nel lungo termine». Ovvero, l’interesse del Cremlino è conservare il porto di Tartus, base della sua flotta mediterranea, l’aeroporto di Latakia e la costa alawita - dai confini libanesi a quelli turchi - a prescindere dall’esito della guerra civile. Trasformandola in una sorta di enclave russa nel Mediterraneo Orientale. 

IL FORTINO RUSSO SULLA COSTA ALAWITA 
A conferma del piano di edificare sulla roccaforte alawita un fortino russo vi sono le operazioni in corso nel porto di Tartus, dove due navi anfibie del flotta del Cremlino hanno sbarcato carri armati, blindati e pezzi di artiglieria. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zaharova, tenta di minimizzare quanto sta avvenendo, limitandosi a parlare di «specialisti in arrivo per aiutare i siriani a gestire i sistemi d’arma forniti» perché «non abbiamo mai celato la cooperazione tecnico-militare con Damasco». E accusa l’Occidente di “isteria” per i timori espressi dall’amministrazione Obama. Anche i portavoce del regime di Assad convergono sulla versione riduttiva: «Non sono reparti combattenti russi, solo forniture militari». Ma in realtà il cambiamento strategico dello scacchiere militare è nei fatti. 

LA POSIZIONE DI ISRAELE 
La conferma arriva dal podio della conferenza sulla sicurezza in corso ad Herzliya dove Ram Ben-Barak, direttore generale del ministero dell’Intelligence israeliano, afferma: «Quanto sta avvenendo può avere conseguenze per noi» in termini di possibilità di operare contro Hezbollah in Siria come avvenuto finora. Amos Gilad, consigliere del ministro della Difesa Moshe Yaalon, aggiunge dettagli sui contatti fra Mosca e Gerusalemme: «Siamo stati informati che i russi avrebbero iniziato un intervento attivo in Siria» ed ora «stanno costruendo le capacità operative sul territorio», dunque «è presto per conoscerne le dimensioni». «I russi non sono nostri nemici - tiene a sottolineare Gilad - ed abbiamo modo di comunicare con loro». Ciò significa che Israele esclude attriti con le forze russe grazie alla “linea rossa” esistente fra Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu. 

GLI AFFARI DELLO “ZAR” 
In tale cornice il giornale “Vedomosti” rivela che il Cremlino ha acquistato 12 droni israeliani, per circa 400 milioni di dollari, sottolineando la cooperazione militare è in crescita. A dimostrazione che Putin non vuole attriti con i Paesi a ridosso della zona di intervento. Una lettura analoga arriva da un alto diplomatico arabo ad Amman: «Dopo aver preso la Crimea, Putin fa lo stesso con la costa siriana, si rafforza nel Mediterraneo Orientale perché vuole essere un protagonista dei futuri assetti».

IN PRIMA LINEA CONTRO IL TERRORISMO


NO COMMENT... BRAVO MAGDI CRISTIANO ALLAM!



"Buongiorno amici. I terroristi dello “Stato islamico” dell’Isis sono a 8 chilometri dal centro di Damasco e a 45 minuti a piedi dal Palazzo Presidenziale. Se dovesse cadere il regime autoritario, ma laico, di Bashar Al Assad, tutta la Siria finerebbe sotto la dittatura dei terroristi islamici. Solo la Russia di Putin sta intervenendo militarmente per impedire la caduta di Damasco, salvare un regime laico, impedire che il terrorismo islamico prenda il sopravvento.
E la nostra Italietta che fa? Ammonisce Putin dall’intervenire militarmente. Facciamo la voce grossa con chi combatte il terrorismo islamico e ci sottomettiamo al terrorismo islamico quando ci ha condannato e minacciato come “il nemico crociato”.
E che dire di quest’Europa? Da un lato ora, soltanto ora, spalanca le porte a chi è stato costretto a fuggire dalla guerra scatenata dai terroristi islamici in Siria, con il sostegno degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, della Turchia, dell’Arabia Saudita, del Qatar e del Kuwait, ma al tempo stesso continua a sostenere i terroristi islamici e a perseguire la caduta del regime laico di Assad. È un’autentica follia. È un suicidio di chi ha messo in soffitta la ragione e odia se stesso. Svegliamoci!"
Magdi Cristiano Allam, 10 settembre 2015

PUTIN SOCCORRE LA SIRIA CONTRO IL TERRORISMO



La Russia sta inviando armamenti in Siria per rafforzare l'esercito del legittimo governo di Damasco nella lotta contro l’ISIS. 
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Mosca/9 settembre 2015/. La Russia sta inviando armamenti in Siria per rafforzare l'esercito siriano nella lotta contro il terrorismo. E' quanto ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova sul sito web del ministero, spiegando che "la minaccia terroristica nel Paese ha raggiunto un livello senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq" e "gli armamenti consegnati all'esercito siriano servono per scoraggiare tale minaccia".
Il portavoce ha aggiunto che, "se ci dovesse essere bisogno di misure aggiuntive, al tema sarà data una appropriata considerazione, in ogni caso, sulla base del diritto internazionale e della legislazione russa".
Zakharova ha anche reso noto che consulenti militari russi sono presenti al momento in Siria e stanno assistendo la consegna di materiale bellico al legittimo governo di Damasco.
"Non abbiamo mai nascosto il fatto di mettere a disposizione di Damasco la nostra assistenza tecnico-militare nella lotta contro il terrorismo. Per tutti questi anni, abbiamo chiesto ai nostri colleghi occidentali di fare lo stesso e di consolidare gli sforzi per combattere l’ISIS e di farlo insieme a Damasco. Il problema è che per i primi tre anni circa, nessuno al mondo, tranne noi, ha riconosciuto l'esistenza del terrorismo in Siria. È stato tutto mascherato come una nuova ondata della Primavera Araba", ha aggiunto la Zakharova.
ll ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha ribadito, in una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry la "necessità di respingere in modo congiunto i gruppi terroristici che hanno occupato una considerevole parte della Siria e che stanno minacciando la sicurezza internazionale". 
"Il maggior impatto della lotta contro questi terroristi lo sta sostenendo l'esercito siriano", ha aggiunto Lavrov. 

mercoledì 9 settembre 2015

L'EUROPA HA BISOGNO DI VLADIMIR PUTIN


COSA INTENDE VLADIMIR PUTIN PER “CONSERVATORISMO”?




Riportiamo qui di seguito la risposta fornita da Vladimir Putin a un professore cinese sul concetto di “conservatorismo”. La risposta risale all’ottobre del 2014, durante il Forum Valdai. 
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PROFESSORE FENG SHAOLEI: Signor Presidente, la mia domanda riguarda la modernizzazione della Russia. Lei ha sottolineato più volte il concetto di conservatorismo. Penso che questo sia un concetto chiave per la modernizzazione della Russia. Sapete molto bene che l'Europa, gli Stati Uniti e l'Asia orientale hanno ognuno di loro dei concetti diversi di conservatorismo. Ci può spiegare come vedete questo concetto? Come si differenzia il vostro dagli altri concetti di conservatorismo? Sarà un concetto dominante nella modernizzazione della Russia o avrà piuttosto solo un ruolo temporaneo relativamente ad un certo periodo di tempo? Grazie.
PRESIDENTE VLADIMIR PUTIN: Prima di tutto, non siamo stati noi ad inventarci il concetto di conservatorismo. Il conservatorismo a cui mi riferisco è simile all’interpretazione tradizionale di questo concetto e approccio. 
Ma ciò non significa in alcun modo che il conservatorismo rimandi ad una sorta di auto-isolamento e di riluttanza a svilupparsi. Un conservatorismo sano si riferisce alla capacità di usare il meglio di tutto ciò che è nuovo e promettente per uno sviluppo graduale. 
Tuttavia, prima di abbattere il vecchio, le fondamenta che ci hanno portato al punto in cui ci troviamo oggi in termini di sviluppo, abbiamo in primo luogo bisogno di capire come i nuovi meccanismi funzioneranno. Questo è molto importante. Questo significa che se vogliamo sopravvivere, dobbiamo sostenere i pilastri fondamentali su cui abbiamo costruito la nostra società nel corso dei secoli. Questi pilastri fondamentali comprendono la cura delle madri e dei bambini, la preservazione e la stima della nostra storia e delle nostre realizzazioni, la cura delle nostre tradizioni e delle nostre fedi tradizionali. La Russia ha quattro religioni tradizionali riconosciute dalla legge ed è un paese molto vario. 
Abbiamo quindi bisogno di creare una solida base a partire da tutto questo, che ci aiuti a dar forma alla nostra identità di nazione russa multietnica - la comunità russa multietnica - mentre allo stesso tempo rimaniamo aperti a tutto quello che c’è di nuovo ed efficace nel mondo, a tutto ciò che possa contribuire alla crescita. Faremo sicuramente uso di tutte queste cose. 
Mi rivolgo quindi a tutti voi affinché non distorciate le nostre parole e non pensiate che se parliamo di conservatorismo allora questo voglia dire che stiamo progettando di chiudere le porte e di sederci nel passato. Questo non ha alcuna rispondenza con quello a cui si riferiscono davvero le nostre reali intenzioni. 

Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club

martedì 8 settembre 2015

PUTIN: “QUESTA CRISI MIGRATORIA ERA ASSOLUTAMENTE PREVEDIBILE”

"L’Europa segue ciecamente le istruzioni americane". 
Vladimir Putin, 4 settembre 2015
(Video ripreso dal canale youtube V.V.P.: https://www.youtube.com/watch?v=h64xl2kF504)


BERLUSCONI VOLA A MOSCA DA PUTIN




07 settembre 2015/ RBTH/. Silvio Berlusconi torna a trovare l’amico Vladimir Putin. L’ex premier volerà a Mosca dal capo del Cremlino mercoledì mattina 9 settembre 2015, e vi resterà fino a domenica. 

L’ultima visita del Cavaliere a Putin risale a prima dell’estate. 

LA GUERRA DELLE SANZIONI CONTINUA, L’ITALIA PAGA IL CONTO




Le sanzioni contro la Russia sono una vera e propria guerra, seppur economica. Per questa assurda guerra, alla quale partecipa purtroppo anche l'Europa, a rimetterci è proprio l'Italia. Per il 2015 si stima una perdita per il nostro paese intorno ai 3 miliardi di esportazione. Perché l'Europa non sblocca le sanzioni, aspetterà l'ordine degli Stati Uniti? 
Sputnik Italia ne ha parlato con Lisa Ferrarini, Vice Presidente di Confindustria per l'Europa.

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2 settembre 2015/Sputnik Italia/. 

— QUANTO HA GIÀ PERSO L'ITALIA PER QUESTA GUERRA ECONOMICA?
— Il primo anno si è parlato di circa 300 milioni di euro. Ora se l'embargo si consoliderà come temiamo, si stima per il 2015 una perdita intorno ai 3 miliardi di esportazione. L'interscambio con la Russia era arrivato a 40 miliardi, eravamo il secondo Paese dopo la Germania come esportazione da parte dell'Unione Europea. Nel 2012 abbiamo ottenuto un aumento molto importante quando c'è stata una crescita del 7% e nel 2013 dell'8% delle esportazioni. Era un mercato specializzato nel lusso, ma anche nella meccanica, nelle attrezzature agricole, un mercato del food. Quindi un "Made in Italy" di grandissima qualità. Il mercato russo ci manca molto.

— ANCHE SE LE SANZIONI CESSASSERO UN GIORNO, SECONDO LEI L'ITALIA NON RISCHIA DI PERDERE PER SEMPRE IL MERCATO RUSSO?
— Se le sanzioni dovessero finire a gennaio, anche se io non sono per niente ottimista, è un mercato che per noi sarà comunque definitivamente perso. La conquista di quote di mercato nei Paesi di esportazione implica degli anni di investimenti dispendiosi sia in termini di promozione che di sistema Paese. Sono sforzi che i nostri operatori commerciali fanno e perdendo purtroppo due anni abbondanti di esportazione, veniamo sostituiti da altri Paesi. La Cina in questo momento sta facendo la parte del leone, come anche il Sud America. Sono quei Paesi che alla fine si arroccano e tengono delle posizioni. Un mercato si può riconquistare, ma sono lacrime e sangue.

— LEI DA IMPRENDITRICE CAPISCE MEGLIO DI CHIUNQUE ALTRO COSA PROVANO ORA GLI ITALIANI CHE PRIMA FACEVANO AFFARI CON LA RUSSIA E PERDONO IL LORO FATTURATO. PERCHÉ SECONDO LEI IL GOVERNO ITALIANO NON INSISTE CON L'EUROPA PER TOGLIERE QUESTE BENEDETTE SANZIONI?
— Lei vede che cosa sta succedendo in Europa. Purtroppo siamo in uno stato di emergenza con tutto. Mi viene purtroppo da dire che bisogna ripensare a un'Europa diversa, pur credendo tantissimo nell'Europa. Credo fortemente nell'euro e in un'Europa unita, però gli ultimi problemi hanno dimostrato che l'Europa non è unita. La Russia e la crisi in Ucraina ce l'hanno dimostrato, come anche la stessa immigrazione. Quando esistono dei problemi nell'Europa del nord vengono trasferiti anche addosso a noi in maniera violenta senza tanti confronti. Quando vediamo problemi d'immigrazione nel bacino del sud del Mediterraneo riguardano solo i Paesi del Sud del Mediterraneo.
Se le sanzioni avessero colpito anche altri settori, probabilmente avrebbero fatto la voce grossa anche altri Paesi. Il settore del lusso viene prodotto anche da altri Paesi, ma l'Italia ha in questa sfera la bandierina. Noi siamo stati estremamente penalizzati anche nel food, sfera dove, me lo lasci dire, abbiamo la nostra bandiera in cima alla scala. Negli ultimi mesi ci sono stati dei tentativi di ingresso di merce in Russia tramite delle triangolazioni, che ovviamente sono state bloccate.

— QUALI SETTORI SONO STATI MAGGIORMENTE COLPITI?
— Non è un problema solo di esportazione, manca tutto il turismo russo in Italia. Il danno è sia da fornitore che da cliente, il problema è duplice. Quest'anno sono veramente mancati i turisti russi nel nostro Paese. Noi sappiamo che il turismo russo è molto facoltoso con forte potere di spesa. Siamo stati colpiti duramente, questo mi dispiace molto.

— L'ITALIA È STATA SICURAMENTE MOLTO COLPITA, MA PURE LA GERMANIA HA SUBITO IMPORTANTI DANNI. L'EUROPA RIUSCIRÀ AD AGIRE NEI PROPRI INTERESSI E TORNARE A COLLABORARE A PIENO CON LA RUSSIA O DIPENDE TROPPO DALLE SCELTE POLITICHE D'OLTREOCEANO?
— Secondo me il problema è quello che lei ha appena detto, è l'Oltreoceano. Se verrà dato un via da oltreoceano si sbloccano le sanzioni, diversamente la situazione non si sblocca. Gli Stati Uniti ci hanno bloccato. Non mi metto a discutere di politica, non è una mia competenza, però le dico da imprenditore e da cittadino che sono molto preoccupata di tutti questi focolai e crisi geopolitiche, le quali ovviamente si riverberano in maniera incredibile e danneggiano tutto il sistema economico. Ci sono degli embarghi che diventano automatici e naturali di "pseudo vendetta" che danneggiano a macchia di leopardo tutti quanti.

— LEI È OTTIMISTA PER L'EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE?
— C'è stata un'apertura che ha avuto l'Oltreoceano gli ultimi tempi con l'Iran, c'è stato un ringraziamento diretto a Putin. Un'altra apertura c'è stata nei confronti di Cuba. Mi auguro che la forza e l'intelligenza del Paese americano arrivi a una buona transazione. Per fare un fosso ci vogliono due rive: serve che la sponda americana si metta d'accordo con la sponda russa.
Io spero che avvenga nel più breve tempo possibile, perché noi dobbiamo esportare tutti i nostri magnifici prodotti!

15.000 FAN SU FACEBOOK



Raggiunta e superata quota 15.000! 
Un sentito grazie a tutti voi 

lunedì 7 settembre 2015

PUTIN: IL NUMERO DI CALCIATORI STRANIERI NELLE SQUADRE RUSSE DEVE ESSERE ABBASSATO ANCORA







Il Presidente russo Vladimir Putin ha firmato un progetto di legge, il 1° luglio scorso, che regola il numero degli atleti stranieri che possono partecipare alle competizioni sportive in Russia. 



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MOSCA, 4 settembre 2015/TASS/. Il presidente russo Vladimir Putin ritiene che la quota che limita il numero dei giocatori stranieri nel calcio nazionale sia ancora troppo debole e abbia bisogno di essere ulteriormente rafforzata, ha detto venerdì il Ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko. 

"Ho parlato con il presidente il 1° settembre", ha detto Vitaly Mutko ai giornalisti dopo la sessione del Comitato Esecutivo della RFU, la Federazione Calcistica Russa, tenutosi venerdì a Mosca. “Il presidente Putin ha detto che abbiamo introdotto delle restrizioni insufficienti nel calcio. Dobbiamo essere più duri”, ha affermato Mutko. 

Il 14 luglio, Mutko aveva firmato un decreto che approvava la quota '6 + 5' per gli stranieri autorizzati a giocare nelle squadre di calcio russe. Quel giorno, il comitato della RFU aveva votato a favore della nuova quota che stabiliva che non più di sei giocatori stranieri avrebbero potuto giocare simultaneamente durante una partita.

Nella precedente stagione del campionato russo si usava la formula '7 + 4' , che significava che non più di sette giocatori stranieri avrebbero potuto simultaneamente giocare durante una partita.

Il Presidente Vladimir Putin ha firmato un progetto di legge, il 1° luglio scorso, che regola il numero degli atleti stranieri a cui è permesso di partecipare alle competizioni sportive in Russia.

La legge prevede di concedere al Ministero dello Sport russo il diritto di stabilire e coordinare il limite degli atleti stranieri che hanno il permesso di competere in Russia. Ogni sport avrebbe avuto i suoi limiti in merito agli atleti stranieri. 

La nuova legge prevede anche criteri obbligatori per i giocatori stranieri, tra cui la loro qualifica atletica, l'età, il periodo di soggiorno permanente in Russia così come il periodo di formazione atletica in Russia e i risultati conseguiti durante la competizione nei club sportivi russi.

Il problema degli atleti stranieri negli sport russi si riferisce in particolare al calcio, dato che la Russia ospiterà la Coppa del Mondo della FIFA nel 2018.

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club) 

DUE TIPI DI GOVERNANTI


VLADIMIR PUTIN E STEVEN SEAGAL



Uomini di forza, coraggio e ragione!

I due si sono incontrati tre giorni fa durante la visita al nuovo acquario sull'isola di Russkij, dove il Presidente russo ha incontrato il governatore della regione e una delegazione governativa della Repubblica Popolare Cinese. Il primo rappresentante di quest'ultima Wang Yang, notando il comune interesse di Putin e Seagal per le arti marziali, ha proposto ai due di sfidarsi in futuro sul ring!
"Preferirei non provare" - ha risposto scherzosamente Putin.

http://lenta.ru/news/2015/09/04/fight/

domenica 6 settembre 2015

PUTIN E LA CRISI MIGRATORIA



“Ne abbiamo parlato spesso e da tanto tempo. Questa crisi migratoria era assolutamente prevedibile. Se vi ricordate, noi in Russia, il sottoscritto in particolare, ha detto più volte, qualche anno fa, che l’Europa avrebbe dovuto affrontare dei problemi su larga scala se i nostri cosiddetti partner occidentali avessero continuato con la loro politica estera sbagliata, come l’ho sempre chiamata, soprattutto nelle regioni musulmane, in Medio Oriente, nel Nord Africa – una politica che stanno in realtà ancora conducendo.


Che cosa è questa politica? Quella di imporre i loro standard senza prendere in considerazione la storia, la religione, la cultura, vale a dire le caratteristiche nazionali di tali regioni. Questo è, in primo luogo, la politica condotta dai nostri partner americani; l’Europa va ciecamente a rimorchio, ottemperando ai cosiddetti impegni alleati, e ora ne fa le spese più di tutti. 

Sono sorpreso di vedere come alcuni mass-media americani critichino l’Europa per la sua linea troppo dura, come affermano, verso i migranti. Tuttavia, non sono gli Stati Uniti a subire un tale flusso migratorio, è l'Europa invece che - dopo aver ciecamente seguito i comandi provenienti dall’America – è ora la più colpita da questa crisi. 

Non ne parlo per vantare la nostra chiaroveggenza o per stigmatizzare la corta veduta dei nostri partner o per offendere chicchessia. Noi dobbiamo capire che cosa bisogna fare. E che cosa bisogna fare? La risposta è molto semplice: innanzi tutto noi dobbiamo insieme – e lo voglio sottolineare, insieme – lottare contro il terrorismo e l’estremismo di ogni tipo, in anticipo, in quei paesi che sono in difficoltà, per risolvere questo problema, senza aver risolto il quale nessun progresso è possibile”. 

Vladimir Putin, 4 settembre 2015 

(Traduzione del Vladimir V. Putin Italian Fan Club) 


PUTIN MANTIENE LE PROMESSE

Soldati russi arrivati a Tartus, in Siria, per aiutare la formazione delle Forze di Difesa Nazionali del legittimo governo siriano.


PUTIN: "NON DOVETE USARE ULTIMATUM QUANDO PARLATE CON NOI"

Vladimir Putin al Forum di San Pietroburgo del 19 giugno 2015.(http://en.kremlin.ru/events/president/news/49733)


mercoledì 2 settembre 2015

PUTIN IN VISITA UFFICIALE A PECHINO PER CELEBRAZIONI SOLENNI

Vladimir Putin si recherà oggi a Pechino su personale invito del Presidente cinese Xi Jinping per una intensa visita di due giorni nel Paese asiatico. 



Il Presidente russo prenderà parte domani alle solenni celebrazioni e alla parata militare in Piazza Tyan'anmen in occasione del 70º anniversario della vittoria contro il Giappone nella Seconda guerra mondiale. Putin sarà l'unico leader presente all'importante evento dopo il diniego dei capi di stato occidentali e di altri paesi strettamente legati alla Cina.

La visita di Putin sarà dunque "speculare" a quella del Presidente cinese in Russia del 9 maggio scorso, ma al di là della valenza simbolica la visita sarà una fondamentale occasione per approfondire i rapporti commerciali ed energetici tra le due potenze, nonché per preparare il grande incontro all'assemblea generale per il 70esimo anniversario dell'ONU.

http://tass.ru/politika/2227154

lunedì 31 agosto 2015

NEL FRATTEMPO, IN UCRAINA... KIT DI SOPRAVVIVENZA

Un buon amico di Zaporož'e (Ucraina) me l'ha mandato oggi... cerca di sopravvivere con la famiglia e di non perdere il senso dell'umorismo!


sabato 29 agosto 2015

PUTIN BONATTI


"Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi."

- Walter Bonatti, alpinista, scalatore ed esploratore italiano.


giovedì 27 agosto 2015

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UCRAINA, RT: "SCOOP SU SOLDATI RUSSI È UN FALSO"





L'emittente, Delovaya Žizn', si dice vittima di un attacco informatico.

(ANSA) - MOSCA, 28 AGO - Sarebbe un fake il presunto "scoop" casuale del sito russo Delovaia Zhizn, ripreso da Forbes, secondo cui Mosca avrebbe pagato 50.000 dollari alle famiglie di 2.000 soldati russi caduti nel Donbass e 25.000 a 3.200 militari rimasti invalidi. Lo sostiene Russia Today. La tv filo-Cremlino afferma di aver scritto una email alla redazione di Delovaia Zhizn e che le e' stato risposto che le righe "incriminate" non sono state scritte dalla testata ma aggiunte da hacker.


Per saperne di più, articolo di RT in inglese: http://www.rt.com/news/313653-russia-ukraine-soldiers-fake-forbes/

Foto presa dalla pagina Fort Rus

mercoledì 19 agosto 2015

PUTIN SI RIFIUTA DI COMMENTARE LE DICHIARAZIONI DI POROSHENKO


Come riferisce TASS, Vladimir Putin si è rifiutato di commentare la reazione del presidente ucraino Petro Poroshenko sulla visita del leader russo in Crimea (il territorio della Federazione Russa al centro delle polemiche internazionali), secondo le quali Putin avrebbe dovuto chiedere un visto ucraino per potersi recare nella penisola.

Il Vladimir V. Putin Italian Fan Club ritiene che sia giunto il momento, per il presidente ucraino, di posare il fiasco. E voi, amici, che dite?


lunedì 17 agosto 2015

RICEVIAMO E CONDIVIDIAMO: SONDAGGIO SULLE SANZIONI ALLA RUSSIA, VI INVITIAMO A FARLO NUMEROSI!





Buongiorno,
Vi contatto perché assieme ad un amico sono iniziati i preparativi per la stesura di un libro volto a mostrare il rapporto positivo a livello culturale, economico e politico intercorrente tra Italia e Russia. L'idea è quella di scrivere un libro vero e proprio, che affronti le ragioni soprattutto economiche e geopolitiche del perché le sanzioni alla Russia sono sbagliate, anche approfondendo il punto di vista degli italiani nei confronti della Russia stessa e del presidente Putin. 
Per fare ciò abbiamo creato un questionario da sottoporre alla gente in modo da dimostrare come il nostro governo si stia muovendo in modo diametralmente opposto a quello che gli italiani vogliono. Quello che vorremmo chiedere è se c'è la possibilità da parte vostra di aiutarci a diffondere questo sondaggio, magari lasciando a me e al mio collega la possibilità di inserire (senza esagerare) il link del sondaggio nei commenti ai vostri articoli, da parte vostra tramite facebook, etc. Vi allego inoltre il link (in basso) del sondaggio, qualora qualcuno fra voi (mi auguro molti) fossero interessati a inserirvi le proprie opinioni.
Vi ringrazio per l'attenzione e mi auguro che ci si possa risentire al più presto.

Elia Bescotti